Capitale del regno dal 1782 e porta d'ingresso di quasi ogni viaggio nel paese, Bangkok si distende sulla piana alluvionale del Chao Phraya poco prima che il fiume raggiunga il golfo, e da sola raccoglie oltre un decimo degli abitanti della Thailandia. Fu re Rama I a spostare qui la corte dalla sponda di Thonburi, pochi anni dopo che la caduta di Ayutthaya aveva chiuso quattro secoli di storia siamese, e a far scavare la rete di canali che per generazioni tenne il posto delle strade, al punto che i viaggiatori europei dell'Ottocento la chiamavano la Venezia d'Oriente. Molti di quei khlong sono stati interrati e la città si è allungata verso l'alto, così che oggi il quartiere reale e i suoi templi convivono con i centri commerciali di Siam e con i grattacieli di Sukhumvit, e per passare dagli uni agli altri bastano venti minuti di metropolitana.
Cosa vedere a Bangkok
Grande Palazzo Reale
Residenza dei re di Thailandia per un secolo e mezzo, il complesso murato di Rattanakosin custodisce il Wat Phra Kaew e la statua di giada più venerata del regno.
Wat Pho
Il più antico e il più esteso dei templi della capitale custodisce il Buddha sdraiato lungo quarantasei metri e la scuola che ha codificato il massaggio thailandese.
Wat Arun
Sulla sponda di Thonburi, il prang rivestito di porcellana cinese disegna il profilo più riconoscibile della capitale, e si raggiunge con due minuti di traghetto.
Parco Lumphini
Donato alla città da Rama VI negli anni Venti, il primo parco pubblico del paese offre prati, laghi e varani sotto i grattacieli del quartiere degli affari.
I mercati galleggianti di Bangkok
Barche cariche di frutta, zuppe cucinate a bordo e canali d'altri tempi, per scegliere fra i tre mercati sull'acqua raggiungibili dalla capitale.
Il mercato di Chatuchak
Quindicimila bancarelle distribuite in ventisette sezioni tematiche fanno del mercato del fine settimana di Bangkok un labirinto che conviene affrontare con un metodo.
Il Tempio di Marmo
Marmo bianco di Carrara, vetrate colorate e un chiostro con cinquantadue Buddha da tutta l'Asia buddhista fanno del tempio di Rama V il più europeo della capitale.
Chinatown e Yaowarat
Insegne al neon alte come palazzi, cucine accese sul marciapiede e cinque tonnellate e mezzo d'oro massiccio dentro un tempio fanno del quartiere cinese la Bangkok che non dorme.
Muang Boran
Un parco disegnato a forma di Thailandia, con dentro più di cento monumenti del paese ricostruiti al posto giusto della mappa, è il museo all'aperto più grande che esista.
Il fiume Chao Phraya
Fra il battello dei pendolari e la crociera con cena e skyline illuminato cambia quasi tutto tranne il panorama, e sul fiume di Bangkok si sceglie soltanto quanto spendere.
Sea Life Bangkok
Il tunnel di vetro sotto la vasca degli squali, nei sotterranei del più grande centro commerciale della città, è la carta da giocare quando piove o quando i bambini hanno finito la pazienza.
La casa di Jim Thompson
Sei case tradizionali in teak rimontate lungo un canale custodiscono la collezione dell'americano che rilanciò la seta thailandese e sparì nel nulla nel 1967.
Khao San Road
Quattrocento metri di bar, bancarelle e musica a tutto volume: la strada dei viaggiatori con lo zaino non è più quella di trent'anni fa, ma la posizione resta imbattibile.
Il Wat Saket e la Montagna d'Oro
Trecentoquarantaquattro gradini a spirale su una collina artificiale portano all'unico punto della città vecchia da cui si vede Bangkok tutta insieme.
Asiatique
I vecchi magazzini della compagnia danese sul Chao Phraya ospitano oggi un mercato serale con un migliaio e mezzo di negozi, e ci si arriva in battello.
Il quartiere di Dusit
Viali larghi, una cupola di marmo di Carrara e la più grande costruzione in teak del mondo compongono il quartiere che Rama V si fece costruire guardando all'Europa.
Quando andare
L'anno si divide in tre stagioni e la differenza fra loro è netta. Il periodo migliore va da novembre a febbraio, la stagione fresca, quando l'umidità cala e le giornate restano limpide; da marzo a maggio il caldo diventa faticoso, in una città che secondo l'Organizzazione meteorologica mondiale ha la temperatura media annua più alta del pianeta; da maggio a ottobre arriva il monsone di sudovest, con rovesci intensi ma quasi sempre brevi, che raramente rovinano più di un paio d'ore di programma. Le due feste principali seguono calendari diversi, perché il Songkran, il capodanno thailandese che si celebra a colpi di secchiate d'acqua, cade sempre a metà aprile, mentre il Loi Krathong dipende dal plenilunio del dodicesimo mese lunare e si sposta di anno in anno dentro novembre, quando le barchette di foglie di banano con la candela accesa scendono lungo il fiume e i canali. Il quadro completo delle stagioni sta nella pagina su quando andare in Thailandia.
Come muoversi
La città moderna si attraversa con la metropolitana sopraelevata BTS e con la MRT sotterranea, che ormai arriva anche a Rattanakosin con la fermata di Sanam Chai, a pochi passi dal Wat Pho. Il vecchio nucleo reale si gira invece a piedi e in battello, perché le linee dell'espresso sul Chao Phraya fermano ai moli dei templi e costano pochi baht, mentre una linea turistica con la bandiera azzurra collega gli stessi approdi con biglietti giornalieri. Per il resto conviene affidarsi alle applicazioni di trasporto, che mostrano il prezzo prima della corsa; i taxi si prendono soltanto con il tassametro acceso e i tuk tuk si contrattano prima di salire, tenendo presente che chiunque si avvicini davanti a un tempio per annunciare che oggi è chiuso sta preparando una deviazione verso il negozio di un conoscente, il classico raccontato nella pagina sulle truffe in Thailandia.
Tre o quattro giorni pieni bastano per farsi un'idea onesta della capitale, due dedicati ai monumenti e ai mercati, uno alla Bangkok moderna fra centri commerciali climatizzati e terrazze panoramiche, e uno tenuto libero per una gita fuori porta ad Ayutthaya o ai canali di Amphawa. Il consiglio che conta più di ogni altro riguarda però il ritmo, perché la città è faticosa e va presa a rate, camminando nelle ore fresche del mattino, rifugiandosi al chiuso quando il sole picchia e tornando sul fiume al tramonto, che è il momento in cui Bangkok si fa perdonare tutto il resto.