Capitale del regno dal 1782 e porta d'ingresso di quasi ogni viaggio nel paese, Bangkok si distende sulla piana alluvionale del Chao Phraya poco prima che il fiume raggiunga il golfo, e da sola raccoglie oltre un decimo degli abitanti della Thailandia. Fu re Rama I a spostare qui la corte dalla sponda di Thonburi, pochi anni dopo che la caduta di Ayutthaya aveva chiuso quattro secoli di storia siamese, e a far scavare la rete di canali che per generazioni tenne il posto delle strade, al punto che i viaggiatori europei dell'Ottocento la chiamavano la Venezia d'Oriente. Molti di quei khlong sono stati interrati e la città si è allungata verso l'alto, così che oggi il quartiere reale e i suoi templi convivono con i centri commerciali di Siam e con i grattacieli di Sukhumvit, e per passare dagli uni agli altri bastano venti minuti di metropolitana.

Cosa vedere a Bangkok

Quando andare

L'anno si divide in tre stagioni e la differenza fra loro è netta. Il periodo migliore va da novembre a febbraio, la stagione fresca, quando l'umidità cala e le giornate restano limpide; da marzo a maggio il caldo diventa faticoso, in una città che secondo l'Organizzazione meteorologica mondiale ha la temperatura media annua più alta del pianeta; da maggio a ottobre arriva il monsone di sudovest, con rovesci intensi ma quasi sempre brevi, che raramente rovinano più di un paio d'ore di programma. Le due feste principali seguono calendari diversi, perché il Songkran, il capodanno thailandese che si celebra a colpi di secchiate d'acqua, cade sempre a metà aprile, mentre il Loi Krathong dipende dal plenilunio del dodicesimo mese lunare e si sposta di anno in anno dentro novembre, quando le barchette di foglie di banano con la candela accesa scendono lungo il fiume e i canali. Il quadro completo delle stagioni sta nella pagina su quando andare in Thailandia.

Come muoversi

La città moderna si attraversa con la metropolitana sopraelevata BTS e con la MRT sotterranea, che ormai arriva anche a Rattanakosin con la fermata di Sanam Chai, a pochi passi dal Wat Pho. Il vecchio nucleo reale si gira invece a piedi e in battello, perché le linee dell'espresso sul Chao Phraya fermano ai moli dei templi e costano pochi baht, mentre una linea turistica con la bandiera azzurra collega gli stessi approdi con biglietti giornalieri. Per il resto conviene affidarsi alle applicazioni di trasporto, che mostrano il prezzo prima della corsa; i taxi si prendono soltanto con il tassametro acceso e i tuk tuk si contrattano prima di salire, tenendo presente che chiunque si avvicini davanti a un tempio per annunciare che oggi è chiuso sta preparando una deviazione verso il negozio di un conoscente, il classico raccontato nella pagina sulle truffe in Thailandia.

Tre o quattro giorni pieni bastano per farsi un'idea onesta della capitale, due dedicati ai monumenti e ai mercati, uno alla Bangkok moderna fra centri commerciali climatizzati e terrazze panoramiche, e uno tenuto libero per una gita fuori porta ad Ayutthaya o ai canali di Amphawa. Il consiglio che conta più di ogni altro riguarda però il ritmo, perché la città è faticosa e va presa a rate, camminando nelle ore fresche del mattino, rifugiandosi al chiuso quando il sole picchia e tornando sul fiume al tramonto, che è il momento in cui Bangkok si fa perdonare tutto il resto.