Costruita su una pianura alluvionale che non ha un solo rilievo naturale, Bangkok possiede una collina soltanto, e se l'è fabbricata. La Montagna d'Oro, in thai Phu Khao Thong, nacque da un fallimento, perché Rama III fece alzare nel recinto del Wat Saket un chedi enorme che il terreno molle non resse e che crollò durante i lavori, lasciando per decenni un cumulo di macerie che le piante ricoprirono e che i bangkokiani presero a chiamare la collina. Rama IV prese quel cumulo per buono, lo fece consolidare e ci piantò sopra un chedi più piccolo, e negli anni Quaranta del Novecento il rilievo fu rivestito di cemento perché smettesse di franare. Il risultato è il punto pubblico più alto della città vecchia.

La salita

Al chedi si arriva per una scalinata a spirale di trecentoquarantaquattro gradini che gira attorno alla collina all'ombra degli alberi, fra campane di bronzo che i visitatori suonano una a una salendo e piccole cascate artificiali. Non è una fatica seria, perché i gradini sono bassi e l'ombra c'è quasi ovunque, e dieci minuti con calma bastano, con una terrazza intermedia a metà strada dove fermarsi. In cima, attorno al chedi dorato, corre un ballatoio che gira tutt'intorno e da cui si distinguono i tetti di Rattanakosin, il Monumento alla Democrazia, le guglie metalliche del Wat Ratchanadda e in fondo i grattacieli di Sathorn, con il fiume che chiude l'orizzonte a occidente.

La reliquia

Il chedi custodisce una reliquia del Buddha con una storia documentata insolitamente bene. Nel 1898 un ingegnere britannico, William Claxton Peppé, scavò uno stupa antico a Piprahwa, presso il confine fra India e Nepal, e ne estrasse urne con frammenti d'osso e migliaia di gemme; il governo coloniale dell'India donò i frammenti a Rama V, che li fece deporre sulla Montagna d'Oro il 23 maggio del 1899 e ne distribuì una parte alle comunità buddhiste di Ceylon, Birmania e Giappone. È il motivo per cui questa collina artificiale, che sembra soltanto un belvedere, è in realtà uno dei luoghi più venerati della capitale.

Il tempio ai piedi della collina

Il Wat Saket vero e proprio risale al periodo di Ayutthaya e ha alle spalle una storia molto meno rassicurante, perché per tutto l'Ottocento fu il crematorio della città. Durante l'epidemia di colera del 1820 vi furono portate migliaia di salme, più di quante se ne riuscisse a bruciare, e quello che restava fu lasciato agli avvoltoi, un episodio che è rimasto nei modi di dire di Bangkok e di cui il tempio non fa mistero. Il momento migliore per salire è l'ora che precede il tramonto, quando si cammina nel fresco e si vede la luce cambiare sui tetti, mentre nei giorni del Loi Krathong, che segue il plenilunio del dodicesimo mese lunare e cade dentro novembre, il tempio tiene la sua fiera annuale e i fedeli avvolgono la collina in un lunghissimo drappo di stoffa rossa che srotolano salendo.

Informazioni utili

Orari
Dalle 7:30; per la chiusura le fonti oscillano fra le 17:30 e le 19:00, quindi conviene salire con anticipo sul tramonto
Ingresso
100 baht per la salita al chedi; il tempio ai piedi della collina è gratuito
Come arrivare
MRT Sam Yot e poco più di un chilometro a piedi, oppure barca sul canale Saen Saep fino al capolinea di Phanfa Leelard e quattrocento metri
Indirizzo
344 Chakkraphatdi Phong Road, Ban Bat, Pom Prap Sattru Phai, Bangkok 10100