Distesa in una conca fra le montagne a circa settecento chilometri a nord di Bangkok, Chiang Mai è la capitale storica del regno lanna e il centro attorno a cui ruota tutta la Thailandia settentrionale. La fondò re Mangrai nel 1296, disegnandola come un quadrato regolare chiuso da mura di mattoni e da un fossato, e quel quadrato si legge ancora oggi sulla pianta della città. Rimase capitale indipendente per due secoli e mezzo, passò poi sotto il dominio birmano e rientrò nell'orbita siamese soltanto sul finire del Settecento, conservando una lingua, un alfabeto, una cucina e un'architettura che nel resto del paese non si incontrano. È questa distanza dal centro, più ancora del clima e delle montagne, la ragione per cui il nord si visita partendo da qui.
Cosa vedere a Chiang Mai
Il Doi Suthep
Trecentosei gradini fra due naga di mosaico portano al chedi dorato che guarda Chiang Mai dall'alto della montagna, nel santuario più venerato di tutto il nord.
La città vecchia e i suoi templi
Un quadrato di poco più di un chilometro e mezzo per lato, chiuso da un fossato e da quel che resta delle mura di mattoni, con dentro decine di templi lanna.
I santuari degli elefanti
Niente sella, niente spettacoli, niente uncino e nemmeno il bagno nel fiume insieme ai turisti. Distinguere un santuario vero da un campo che ha cambiato insegna richiede qualche domanda precisa.
I mercati notturni
Il bazar di tutte le sere, la strada che si chiude alla domenica, quella degli argentieri il sabato e il mercato di cibo dove non si vede un turista. Quattro serate diverse.
Il Wat Chedi Luang
Il chedi più grande di Chiang Mai non è mai stato ricostruito dopo il terremoto, e la nicchia che ospitò per ottant'anni il Buddha di Smeraldo guarda ancora verso est.
Un corso di cucina thailandese a Chiang Mai
Il giro al mercato con l'insegnante, una postazione con il wok per ciascuno e cinque o sei piatti cucinati da sé, che poi si mangiano tutti insieme.
Fuori dalle mura
Oltre il fossato la città si allarga verso il fiume Ping e verso Nimmanhaemin, il quartiere dei caffè e delle torrefazioni che lavorano il caffè coltivato sulle montagne intorno. La sera si va al mercato, che cambia secondo il giorno della settimana e la domenica occupa per intero la strada che attraversa la città vecchia. Chi ha una giornata da spendere la impiega volentieri in un corso di cucina, qui più diffuso che altrove e quasi sempre comprensivo del khao soi, la zuppa di noodle al curry che è il piatto della città, oppure in uno dei santuari degli elefanti delle valli vicine. Più lontano cominciano le montagne vere, con il Doi Inthanon a un paio d'ore di strada e con le mete del nord profondo, da Pai a Mae Hong Son, da Chiang Rai ai villaggi di Chiang Dao.
Quando andare
La stagione migliore va da novembre a febbraio, con giornate asciutte, cielo pulito e notti fresche che in quota diventano fredde. Da febbraio ad aprile la pianura del nord brucia i residui agricoli e la foschia che ne esce peggiora l'aria per settimane, al punto che la provincia vieta ogni anno i fuochi all'aperto per alcuni mesi senza riuscire a fermarli del tutto; è il periodo da evitare, e vale la pena leggere quando andare in Thailandia prima di fissare le date. Le piogge cadono fra maggio e ottobre, spesso in rovesci brevi del tardo pomeriggio, e lasciano la campagna verdissima. Fra le feste, il Songkran del 13-15 aprile porta in processione per le strade il Phra Phuttha Sihing del Wat Phra Singh, mentre nella luna piena del dodicesimo mese lunare, quasi sempre in novembre, Loi Krathong si sovrappone alla festa lanna di Yi Peng e la città si riempie di lanterne, con i lanci in massa di lanterne volanti ammessi soltanto nei luoghi autorizzati e a pagamento, perché la vicinanza dell'aeroporto li vieta altrove. In maggio o in giugno, secondo il calendario lunare, il pilastro fondativo custodito al Wat Chedi Luang è al centro della festa dell'Inthakhin.
Come arrivare
L'aeroporto internazionale sta a pochi chilometri dal fossato e riceve voli diretti da Bangkok in poco più di un'ora, oltre ai collegamenti con le altre città thailandesi e con qualche capitale asiatica. Il treno parte dalla stazione di Krung Thep Aphiwat e impiega fra le dieci e le quattordici ore secondo il convoglio, quasi sempre viaggiando di notte, ed è il modo più piacevole di arrivare; i pullman notturni costano meno e ci mettono più o meno lo stesso. In città ci si muove con i songthaew rossi, i pickup collettivi che si fermano a richiesta e che si pagano a persona, e con lo scooter, comodo per le valli intorno ma da prendere con le cautele che conviene conoscere prima di salire in sella (guidare in Thailandia).