Montagna più alta della Thailandia con i suoi 2.565 metri, il Doi Inthanon dà il nome a un parco nazionale che copre quasi cinquecento chilometri quadrati fra i distretti di Chom Thong, Mae Chaem, Mae Wang e Doi Lo, un paio d'ore a sudovest di Chiang Mai. Non è una vetta da alpinisti, perché una strada asfaltata sale fino a pochi passi dalla cima e il piazzale in alto ha parcheggio, chiosco del caffè e il cartello con la quota davanti al quale si mette in fila mezza Thailandia. Quello che si viene a cercare è tutto il resto, cioè una cinquantina di chilometri di salita che attraversano fasce di vegetazione via via più fredde, le cascate del versante orientale, i villaggi karen e hmong che hanno sostituito il papavero con caffè e fragole, e soprattutto la temperatura.

Il freddo che in Thailandia non c'è

In dicembre e in gennaio, di notte, sulla cima si scende attorno allo zero e capita che si vada sotto. I thailandesi salgono apposta per vedere la brina, che chiamano mae kha ning, e alle sette del mattino il piazzale è pieno di gente in piumino che si fotografa il fiato. È anche il periodo in cui il mare di nebbia riempie le valli sotto e la foresta d'alta quota resta avvolta per tutto il giorno, ed è la ragione per cui questo parco è così amato dentro il paese, molto più che dai visitatori stranieri.

Cosa vedere a Doi Inthanon

Biglietti e orari

L'ingresso al parco si paga a un casello sulla strada di salita e vale per l'intera giornata, con la tariffa doppia per gli stranieri che il Department of National Parks applica in tutto il paese. Le pagode hanno un biglietto proprio, perché sono gestite dall'aeronautica militare e non dal parco, e da qualche anno il Doi Inthanon fa parte dei parchi che vendono i biglietti anche in forma elettronica, con una quota giornaliera di ingressi e una parte dei posti tenuta per chi si presenta al casello senza prenotazione. In alto ci sono bagni, l'ufficio del parco e bungalow prenotabili, ma nessun bancomat, quindi si sale con i contanti.

Arrivarci e quando

Da Chiang Mai sono un centinaio di chilometri e circa due ore di guida, passando da Chom Thong e salendo da lì per una strada di tornanti. Le agenzie della città vendono la gita in giornata, e farsi portare da un autista lascia decidere dove fermarsi; in scooter si fa, ma è una giornata lunga e la discesa con il freddo e la nebbia non è banale, quindi non è il primo giro da fare con un mezzo appena noleggiato (guidare in Thailandia). Il periodo migliore va da novembre a febbraio, con l'aria tersa e la vista aperta, mentre marzo e aprile portano la foschia delle bruciature agricole, che quassù si sente meno che in pianura ma cancella comunque il panorama. Da giugno a ottobre piove, le cascate sono al massimo, la nebbia non se ne va e il sentiero di Kew Mae Pan resta chiuso.