Terza baia scendendo da Patong lungo la costa occidentale di Phuket, otto chilometri più a sud, Kata è il compromesso che cerca la maggior parte dei visitatori. La spiaggia è larga e pulita, la strada alle sue spalle ha ristoranti, minimarket e agenzie senza le casse a tutto volume, e la sera si trova da mangiare fino a tardi senza dover risalire fino a Bangla. Era un villaggio di pescatori come tutte le altre baie di questo lato, e ha cominciato a cambiare negli anni Settanta, quando i primi viaggiatori arrivarono con il sacco a pelo e i bungalow spuntarono dietro le casuarine.
Due spiagge, non una
Kata Yai è la principale, circa un chilometro e mezzo di sabbia chiara e compatta chiusa a nord e a sud da due promontori boscosi, con davanti, a poche centinaia di metri, l'isolotto di Koh Pu, che con il mare calmo si raggiunge in kayak e attorno al quale nuota qualche pesce. Oltre il promontorio meridionale si apre Kata Noi, la sorella piccola, seicento metri scarsi con pochi alberghi grandi alle spalle, meno bancarelle e acqua più limpida, e per questo di solito più tranquilla.
Il surf e le bandiere rosse
Da maggio a ottobre il monsone di sudovest manda a Kata onde regolari, ed è qui che a Phuket si impara a surfare, con le scuole piantate sulla sabbia, il noleggio delle tavole a ore e una gara internazionale che si tiene ogni anno nella parte alta della stagione, quando la mareggiata è più costante. Nello stesso periodo, però, la corrente di risacca diventa pericolosa sul serio, e quando sventolano le bandiere rosse non si entra in acqua, perché ogni anno sull'isola qualcuno annega per averle ignorate. Da novembre ad aprile il mare si appiattisce, l'acqua torna trasparente e la baia ridiventa da bagno.
Il Karon Viewpoint
Qualche chilometro a sud, sulla strada che porta a Nai Harn, il belvedere di Karon, che tutti chiamano la collina delle tre spiagge, guarda in fila Kata Noi, Kata e Karon con Koh Pu piantata in mezzo. L'ingresso e il parcheggio sono liberi, c'è sempre gente ma la terrazza è larga, e da Kata ci si arriva in pochi minuti di scooter. È il modo più rapido per capire come è fatta questa costa.
Quanto si spende
Il lettino con l'ombrellone si concorda con chi lo gestisce e sta attorno al centinaio o due di baht per la giornata, senza una tariffa esposta. Sulla strada dietro la spiaggia un piatto thai costa poco più di un centinaio di baht, un frullato circa la metà e una birra grande al ristorante quanto il piatto, mentre per dormire la forbice è larga, dai resort in prima fila in alta stagione alle guesthouse a due strade dall'acqua, che costano una frazione. Sono cifre indicative, e vale la pena confrontarle con la pagina su quanto costa un viaggio in Thailandia.
Informazioni utili
- Orari
- Spiaggia sempre accessibile; i noleggiatori di lettini smontano verso il tramonto
- Ingresso
- Accesso libero; lettino con ombrellone attorno ai 100-200 baht per la giornata, noleggio di una tavola da surf qualche centinaio di baht l'ora
- Come arrivare
- Songthaew azzurro dal mercato di Ranong Road a Phuket Town, una trentina di baht e circa tre quarti d'ora; da Patong otto chilometri, venti minuti di scooter
- Indirizzo
- Kata, Karon, Mueang Phuket, Phuket 83100
- Mappa
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