Affacciata sul golfo nella provincia di Chonburi, a un centinaio di chilometri da Bangkok e a un'ora e mezza abbondante di strada, Pattaya è la località balneare più vicina alla capitale e la più discussa del paese. Era un villaggio di pescatori fino agli anni Sessanta, quando i militari americani di stanza in Vietnam cominciarono a passarci i congedi e la baia si riempì di alberghi e di locali, e da quella stagione le è rimasta addosso una reputazione che non se n'è più andata. La città di oggi però è un'altra cosa, perché accanto alla vita notturna sono cresciuti i condomini per i pensionati stranieri, i centri commerciali, i parchi a tema e le famiglie russe, cinesi e indiane che riempiono le spiagge, e la parte più interessante da visitare non ha niente a che vedere con la sua fama.

Cosa vedere a Pattaya

Con i bambini

Chi viaggia con i bambini trova l'acquario del centro, il parco acquatico che ha sostituito il vecchio Cartoon Network Amazone dopo la chiusura del 2020, e una quantità di attrattive al coperto che nella stagione delle piogge fanno comodo. Gli spettacoli con gli elefanti e le scimmie ammaestrate, che diverse guide più vecchie continuano a raccomandare, sono invece la parte del ventaglio locale che conviene lasciar perdere.

Le spiagge

La baia principale, Hat Pattaya, è lunga e comoda ma l'acqua risente del traffico dei natanti, e per un bagno decente conviene spostarsi. La piccola Hat Wong Phra Chan chiude la baia a nord, mentre a sud Hat Chom Thian, che gli stranieri chiamano Jomtien, offre una fascia di sabbia molto più lunga, meno costruita e con l'acqua migliore, oltre a essere il quartiere dove si concentrano gli appartamenti in affitto lungo periodo. Chi cerca la spiaggia di cartolina deve però rassegnarsi all'idea che sul golfo, a questa altezza, non esiste, e mettere in conto la traversata per le isole o un viaggio verso il sud del paese.

Come arrivare e quanto fermarsi

Dalla capitale i minivan e i pullman partono di continuo dai terminal di Ekkamai e di Mo Chit e impiegano fra le due e le tre ore secondo il traffico, mentre l'aeroporto di Suvarnabhumi è a un'ora abbondante di strada e i taxi lo collegano a tariffa concordata. Sul posto ci si muove con i songthaew, i pick-up con le panche laterali che percorrono in continuazione Beach Road e Second Road, sui quali si sale e si scende suonando il campanello e si paga una tariffa fissa, purché si segua il percorso normale e non si chieda una corsa privata, che costa molto di più.

Due giorni bastano largamente, uno per il santuario e i giardini e uno per l'isola, e ha senso soprattutto per chi ha poco tempo e vuole mettere insieme il mare e i servizi senza allontanarsi da Bangkok. Chi cerca la Thailandia delle cartoline farà bene a mettere in conto un volo verso sud, dove Koh Samui e le isole Phi Phi giocano un altro campionato. Per la vita notturna valgono infine le precauzioni ordinarie descritte nella pagina su come viaggiare sicuri in Thailandia, che qui servono più che altrove.