In bilico su un promontorio a nord del centro di Pattaya, il Santuario della Verità è la cosa più seria che ci sia da vedere in città ed è anche la più difficile da classificare. Si tratta di un edificio interamente di legno di teak, alto poco più di cento metri secondo le misure che circolano, coperto dalle fondamenta alle guglie di sculture intagliate a mano, che non contiene un solo chiodo perché le travi stanno insieme con incastri e cavicchi di legno, la tecnica dei templi thailandesi antichi applicata a una costruzione grande come un palazzo di trenta piani. Non è un tempio consacrato né un museo tradizionale, ma un'opera che il suo autore intendeva come una dichiarazione di principio, e l'effetto che fa avvicinandosi dal mare non somiglia a niente altro nel paese.

Un cantiere che dura da quarantacinque anni

I lavori cominciarono nel 1981 per volontà di Lek Viriyaphant, lo stesso imprenditore che aveva già costruito il parco di Muang Boran alle porte di Bangkok e che dedicò la vita a salvare le tecniche artigianali thailandesi dall'estinzione. Morì nel 2000 e l'opera è andata avanti senza di lui, con una data di fine lavori esposta all'ingresso che è stata spostata in avanti più volte e che nessuno prende del tutto sul serio. La ragione non è il rinvio comodo, perché il legno esposto alla salsedine del golfo si degrada in fretta e una squadra di intagliatori lavora in permanenza a sostituire i pezzi marci, il che significa che il cantiere non finirà mai davvero. Per questo si entra con il caschetto, compreso nel biglietto, dato che sopra la testa dei visitatori c'è un cantiere vero.

Che cosa si guarda

L'edificio si articola in quattro ali, ciascuna dedicata a una tradizione, quella thai, quella khmer, quella cinese e quella indiana, e le sculture che le ricoprono raccontano la cosmologia induista e buddhista, con Brahma, Vishnu e Shiva, gli avatar, le figure femminili che sorreggono le travi e gli animali simbolici. L'idea di Lek era raccogliere in un solo edificio le risposte che le filosofie asiatiche hanno dato alle domande sulla vita e sulla morte, e girando fra le sale se ne coglie almeno l'ambizione. Dentro ci si muove liberamente per un'ora buona, e il biglietto comprende gli spettacoli di danza tradizionale che si tengono a orari fissi nel padiglione vicino all'ingresso e l'accesso al laboratorio degli intagliatori, dove si vede nascere il pezzo che sostituirà quello marcio. Nel parco vengono proposti anche giri in elefante e in carrozza, che si pagano a parte e che non sono il motivo per cui si viene fin qui.

Quando andarci

Il legno scuro e il mare alle spalle rendono meglio con la luce del mattino, e prima delle dieci si trova molta meno gente, dato che i pullman dei gruppi arrivano fra tarda mattinata e primo pomeriggio. Il sito ufficiale segnala anche una fascia serale di visita, che vale la pena verificare prima di organizzarsi perché non è sempre attiva. Il pavimento è di legno lucido, in alcune parti si toglie il cappello ma non le scarpe, e servono spalle e ginocchia coperte come in qualunque tempio del paese.

Informazioni utili

Orari
Tutti i giorni 8:00 - 18:00, con l'ultimo ingresso alle 17:00; il sito ufficiale indica anche una visita serale fra le 18:20 e le 20:30
Ingresso
500 baht per gli adulti e 250 per i bambini, caschetto obbligatorio compreso
Come arrivare
Sei chilometri a nord del centro, a Naklua: songthaew fino a Soi Naklua 12 e poi un chilometro a piedi, oppure taxi con prezzo concordato
Indirizzo
206/2 Moo 5, Soi Naklua 12, Banglamung, Chonburi 20150