Nodo attraverso cui passa chiunque vada alle isole del Golfo, Surat Thani viene vista dalla maggior parte dei viaggiatori soltanto dal finestrino di un minivan. La città in sé è un capoluogo di provincia disteso sul fiume Tapi, senza monumenti e senza particolari pretese. Vale però la pena capire come funziona il nodo, perché sbagliarlo costa mezza giornata, e sapere che a un'ora di qui si trovano una delle cose più antiche del meridione thailandese e uno dei monasteri più noti al mondo.

Come funziona lo snodo

Il punto è che i tre accessi stanno in tre posti diversi e nessuno dei tre è in centro. I traghetti per Koh Samui, Koh Phangan e Koh Tao partono dal molo di Donsak, una sessantina di chilometri a oriente, la stazione ferroviaria è a Phun Phin, una dozzina di chilometri a occidente, e l'aeroporto sta una ventina di chilometri a nordovest. Le compagnie vendono un biglietto unico che mette insieme treno o volo, autobus e traghetto, e conviene comprarlo, perché fare il giro fra i tre punti per conto proprio si trasforma in una caccia al songthaew. Come ordine di grandezza, da Donsak si arriva a Samui in un'ora e mezza, a Phangan in due e mezza e a Koh Tao in circa tre ore e mezza con il catamarano veloce, mentre il treno notturno da Bangkok chiede fra le nove e le dodici ore.

Cosa vedere a Surat Thani

In città

Il mercato notturno di San Chao, sul lungofiume, è il motivo migliore per fermarsi una sera, fra il pesce, i curry da asporto e i dolci di cocco della provincia. Surat Thani è anche la terra del rambutan, dato che il primo albero della Thailandia fu piantato da queste parti, e ad agosto si tiene la festa dedicata. Nelle piantagioni si vedono ancora le scimmie addestrate a raccogliere le noci di cocco, una pratica tradizionale che negli ultimi anni è finita al centro di campagne per il benessere animale e di boicottaggi internazionali, e gli spettacoli con le scimmie organizzati per i visitatori si possono tranquillamente saltare.