Fra il settimo e il tredicesimo secolo il sud della Thailandia e buona parte dell'Indonesia facevano parte di Srivijaya, un impero marittimo buddhista che controllava lo stretto di Malacca e i traffici fra l'India e la Cina. Di quell'impero, in Thailandia, è rimasto pochissimo, e la cosa migliore si trova a Chaiya, un paese di provincia una cinquantina di chilometri a nord di Surat Thani che quasi tutti attraversano in treno senza mai scendere.
Il Wat Phra Borommathat
Il chedi risale all'ottavo o al nono secolo ed è uno dei rarissimi monumenti srivijaya sopravvissuti sulla terraferma. Alto una ventina di metri, ha una pianta a croce con quattro portici e una struttura a livelli decrescenti, con le nicchie e le torrette angolari, e non somiglia a nessun tempio thailandese, mentre la parentela con l'architettura giavanese dello stesso periodo si coglie a occhio. È stato restaurato più volte, l'ultima nell'Ottocento, ma l'impianto è quello originale. Attorno corre un chiostro con una fila di Buddha in pietra, molti dei quali antichi e mutili, e il tempio è tuttora in funzione, quindi la visita è gratuita e valgono le regole di sempre su spalle e ginocchia.
Il museo nazionale
Poco distante dal tempio, il museo nazionale di Chaiya raccoglie quello che è stato trovato nella zona, cioè bronzi srivijaya, teste di Buddha, iscrizioni e ceramiche cinesi arrivate via mare. Il pezzo più celebre uscito da questo distretto, il bodhisattva Avalokiteshvara in bronzo che è considerato uno dei capolavori dell'arte del sudest asiatico, si trova oggi al museo nazionale di Bangkok, e qui se ne vede una copia. Il museo è piccolo e si gira in una quarantina di minuti, ma va ricordato che resta chiuso il lunedì e il martedì, oltre che nelle festività nazionali, il che rovina la gita a chi arriva senza saperlo.
Le altre cose di Chaiya
Nei dintorni restano i resti di altri due templi srivijaya, il Wat Kaeo e il Wat Long, ridotti a basamenti di mattoni in mezzo ai campi ma riconoscibili nella stessa architettura. E poi c'è la cosa per cui il nome di Chaiya è conosciuto in tutta la Thailandia, cioè le uova salate, le khai khem, conservate in un impasto di sale e terra di formicaio e vendute in ogni bottega del paese, che si mangiano con il riso e che i thailandesi comprano a cassette quando passano di qui.
Informazioni utili
- Orari
- Il tempio si visita durante il giorno; il museo nazionale apre dalle 9:00 alle 16:00
- Giorni di chiusura
- Il museo nazionale chiude il lunedì, il martedì e nelle festività nazionali
- Ingresso
- Tempio gratuito; museo nazionale 100 baht per gli stranieri e una cifra molto più bassa per i thailandesi
- Come arrivare
- Una cinquantina di chilometri a nord di Surat Thani, con il treno fino alla stazione di Chaiya dove fermano quasi tutti i locali, poi un paio di chilometri di moto-taxi
- Indirizzo
- Wat Phra Borommathat Chaiya, Wiang, Chaiya, Surat Thani 84110
- Mappa
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