Suan Mokkh, per esteso Suan Mokkhaphalaram, cioè il giardino della liberazione, è un monastero di foresta fondato nel 1932 da Buddhadasa Bhikkhu, il monaco che nel corso del Novecento ha riformulato il buddhismo thailandese in termini essenziali, togliendo di mezzo rituali, magia e superstizione e riportando al centro la pratica. Sta a pochi chilometri da Chaiya, nella provincia di Surat Thani, ed è diventato uno dei luoghi più conosciuti al mondo per i ritiri di meditazione.

Il ritiro di dieci giorni

La sezione internazionale del monastero organizza un ritiro al mese, che comincia il primo giorno del mese e si chiude l'undicesimo, per dieci giorni pieni di pratica. L'iscrizione si fa di persona e soltanto il giorno prima, cioè l'ultimo del mese precedente, entro il primo pomeriggio, e non esiste alcuna forma di prenotazione anticipata, né per telefono, né per posta elettronica, perché i posti si assegnano nell'ordine in cui la gente si presenta. Chi arriva il due non entra, e chi arriva alle quattro del pomeriggio del giorno di iscrizione rischia di trovare le liste chiuse. Vale la pena sapere che chi si presenta con un giorno di anticipo può dormire gratuitamente nel monastero principale, il che risolve il problema di chi viene da lontano.

Il contributo richiesto si aggira sui duemila baht per l'intero periodo e comprende alloggio e due pasti al giorno. Non è un prezzo commerciale ma una cifra che copre le spese, e gli insegnamenti si tengono in inglese, il che rende il ritiro effettivamente accessibile a chi arriva da fuori.

Come sono le giornate

La sveglia è alle quattro del mattino con la campana, e la giornata alterna meditazione seduta, yoga all'alba, conferenze sul dharma, meditazione camminata e lavoro comunitario, con le luci che si spengono alle nove di sera. Il silenzio è completo per tutti i dieci giorni, quindi non si parla, non si scrive, non si legge nulla che non siano le istruzioni di meditazione e non ci si guarda negli occhi, e le uniche parole che si sentono sono quelle degli insegnanti. I pasti sono due, vegetariani, serviti al mattino e verso mezzogiorno, e dopo non si mangia più fino al giorno seguente. I dormitori sono separati fra uomini e donne, le celle sono spoglie, si dorme su una stuoia con un cuscino di legno, i bagni sono in comune e la doccia si fa con il secchio. Telefoni, libri e documenti vengono consegnati all'arrivo e restituiti alla fine, e tutte le attività in programma sono obbligatorie tranne lo yoga.

È un'esperienza dura e una parte dei partecipanti se ne va prima della fine, cosa che è possibile ma scoraggiata, e chi la porta a termine racconta quasi sempre che i giorni peggiori sono il terzo e il quarto.

Visitare senza fare il ritiro

Il monastero vero e proprio si attraversa liberamente durante il giorno, fuori dai periodi di ritiro, ed è un bosco con edifici bassi, sentieri di terra battuta e i bassorilievi didattici che Buddhadasa fece dipingere e scolpire per spiegare il dharma senza usare parole, fra copie di rilievi indiani, disegni di ispirazione zen e scene simboliche. C'è anche una sala interamente coperta di murali, pensata come un teatro spirituale. Ci si sta un'ora, in silenzio, e non si paga nulla.

Informazioni utili

Orari
Il monastero si attraversa liberamente durante il giorno; i ritiri cominciano il primo di ogni mese
Giorni di chiusura
L'iscrizione al ritiro si fa di persona l'ultimo giorno del mese precedente, entro il primo pomeriggio
Ingresso
Visita gratuita; ritiro di dieci giorni attorno ai 2.000 baht comprensivi di vitto e alloggio
Come arrivare
Pochi chilometri da Chaiya e una sessantina da Surat Thani, con il treno fino a Chaiya e un moto-taxi, oppure con gli autobus della statale 41
Indirizzo
Suan Mokkhaphalaram, Leam Sai, Chaiya, Surat Thani 84110