La più piccola e la più settentrionale delle tre isole del Golfo, Koh Tao, che significa isola della tartaruga, è diventata negli ultimi trent'anni una delle capitali mondiali della subacquea. Ci si rilascia una quantità di brevetti che la mette stabilmente ai primi posti del pianeta, e la ragione non è un fondale eccezionale ma la combinazione di acqua calma e tiepida, siti a venti minuti di barca, scuole numerose e prezzi che restano fra i più bassi in circolazione. Chi non si immerge trova comunque un'isola piccola e verde, fatta di baie chiuse fra i massi di granito, sentieri nell'interno e la laguna di Koh Nang Yuan davanti alla costa nordoccidentale.
Sott'acqua
Il primo brevetto si prende in tre o quattro giorni e costa una frazione di quello che si spenderebbe in Europa, spesso con un paio di notti di alloggio comprese nella formula della scuola, come racconta la scheda sulle immersioni a Koh Tao. I siti si dividono fra quelli bassi e riparati usati per i corsi e i pinnacoli al largo, dove passano i barracuda e le cernie e dove ogni tanto compare uno squalo balena. Chi preferisce restare in superficie ha il giro dell'isola in barca a coda lunga, che tocca le baie migliori per la maschera, da Aow Leuk a Hin Wong fino a Mango Bay, e la baia di Thian Og, dove i piccoli squali pinna nera si avvistano spesso dalla riva.
Sopra l'acqua
La spiaggia principale è Sairee, quasi due chilometri sulla costa occidentale, con i tramonti frontali, i ristoranti sull'acqua e la vita serale dell'isola concentrata alle sue spalle. Il porto e il centro dei servizi stanno poco più a sud, a Mae Haad, mentre Chalok Baan Kao, sulla punta meridionale, è il terzo paese, più tranquillo e con qualche buona cucina. Fra le baie appartate valgono la deviazione Freedom Beach e Sai Nuan, mentre i punti panoramici sono parecchi e quasi tutti a pagamento, con John-Suwan che resta il più fotogenico e il più breve da raggiungere.
Muoversi
L'isola si gira in scooter, ma con la stessa cautela che serve a Koh Phangan, perché diverse strade interne sono rampe di cemento o di sterrato con pendenze serie e ogni stagione producono il loro conto di cadute. Chi non se la sente usa i taxi collettivi, che coprono tutte le zone a tariffe fisse, oppure le barche a coda lunga, che spesso sono il modo più comodo per spostarsi da una baia all'altra. La pagina su guidare in Thailandia conviene leggerla prima di firmare un noleggio.
Quando andare e come arrivare
Vale il calendario del Golfo, quindi il periodo migliore va da gennaio ad aprile e si apre una seconda finestra buona in piena estate, mentre fra ottobre e dicembre il monsone di nordest porta mare mosso e giornate in cui le barche restano al molo, con novembre il mese peggiore. Si arriva in catamarano veloce da Koh Phangan in un'ora e mezza, da Koh Samui in un paio d'ore e da Chumphon sulla terraferma, che è la via più comoda per chi scende da Bangkok con il treno notturno. Tre giorni bastano per un assaggio, mentre chi fa il corso resta una settimana e non di rado rimanda la partenza.
Cosa vedere a Koh Tao
Koh Nang Yuan
Tre scogli di granito uniti da una lingua di sabbia che si scopre con la marea, cioè la fotografia più riprodotta del Golfo di Thailandia, a un quarto d'ora di barca dalla costa.
Le immersioni a Koh Tao
Qui si prende il brevetto più che in quasi ogni altro posto del mondo, con acqua attorno ai trenta gradi, siti a mezz'ora di barca e prezzi che restano fra i più bassi in circolazione.
Il punto panoramico di John-Suwan
Dieci minuti di gradini e massi fino a uno sperone di granito, con Shark Bay da una parte e Chalok dall'altra, ed è la vista migliore dell'isola.