Prima capitale del regno siamese e per i thailandesi il luogo in cui il paese ha cominciato a esistere, Sukhothai si stende nella pianura ai piedi delle colline che chiudono a ovest il bacino dello Yom, a mezza strada fra Bangkok e Chiang Mai. Il nome vuol dire alba della felicità, e nel Duecento e nel Trecento questa città fu il centro politico e amministrativo di un regno che assorbì influenze khmer, birmane e singalesi e le fuse in qualcosa di riconoscibile a colpo d'occhio, quello che gli storici dell'arte chiamano stile di Sukhothai. Oggi di quella capitale restano templi in mattoni e laterite dentro un parco alberato che l'UNESCO ha iscritto nella lista del patrimonio mondiale nel 1991, insieme alle città gemelle di Si Satchanalai e di Kamphaeng Phet.

Quello che è nato qui

A re Ramkhamhaeng, che l'UNESCO stessa definisce il padre fondatore della nazione thai, la tradizione attribuisce l'alfabeto con cui ancora si scrive la lingua e la prima iscrizione su pietra che racconta come si viveva in città. Da qui vengono anche la guglia a bocciolo di loto, una forma di chedi che non esiste prima e che non è più stata ripetuta allo stesso modo, e il Buddha camminante dalle linee allungate e fluide che chiunque abbia visto una volta riconosce poi in tutti i musei del paese. Le tre città del regno erano legate da una strada, la Thanon Phra Ruang, e si dividevano i compiti, con Sukhothai capitale, Si Satchanalai centro religioso e delle fornaci da esportazione, e Kamphaeng Phet piazzaforte al confine sud.

Cosa vedere a Sukhothai

Le due Sukhothai e quando andare

La città vera e propria sta una dozzina di chilometri a est del parco ed è un centro di provincia senza pretese, con la stazione degli autobus, il mercato e i prezzi bassi, mentre davanti ai cancelli del parco è cresciuto un villaggio di guest house che fa risparmiare i trasferimenti del mattino presto. La stagione buona va da novembre a febbraio, con giornate asciutte e temperature sopportabili anche a metà giornata. Attorno alla luna piena del dodicesimo mese lunare, quindi fra la fine di ottobre e novembre secondo l'anno, il parco ospita per alcuni giorni il Loi Krathong con la festa delle candele e dei fuochi, che secondo la tradizione è nata proprio qui, e in quei giorni i monumenti restano illuminati la sera e conviene prenotare con mesi di anticipo.

Come arrivare

Sukhothai ha un piccolo aeroporto servito da voli diretti da Bangkok, ed è la via più comoda per chi ha pochi giorni; in alternativa si vola su Phitsanulok, a un'ora di strada, oppure si prende un pullman notturno dal terminal nord della capitale. Chi risale il paese via terra la trova a metà strada fra Bangkok e Chiang Mai, ed è la sosta che spezza bene un viaggio lungo. Dalla città nuova al parco i songthaew partono di continuo fino a sera, e dentro il parco ci si muove in bicicletta, con il trenino elettrico o a piedi.