Seconda città del regno di Sukhothai e residenza dell'erede al trono, Si Satchanalai valeva quasi quanto la capitale. Sta una cinquantina di chilometri più a nord, sulla riva dello Yom, e fa parte dello stesso bene iscritto dall'UNESCO nel 1991, con i suoi duecentottantuno monumenti censiti. La differenza la fa il contesto, perché mentre il parco di Sukhothai è un giardino curato e pieno di pullman, qui le rovine stanno in un bosco di alberi alti, ci sono chilometri di sentieri sterrati e capita di girare un tempio intero senza incontrare nessuno.
Cosa vedere a Si Satchanalai
Il Wat Chang Lom
Trentanove elefanti a mezzo busto escono dalla base di un chedi a campana come se lo reggessero, ed è il monumento simbolo del parco e il più intatto del genere.
Le fornaci sangkhalok
Più di duecento forni lungo il fiume producevano il celadon che nel Trecento arrivava in Indonesia e in Giappone, e due sono conservati in sezione con i cocci dentro.
Gli altri monumenti del parco
Di fronte al Wat Chang Lom, il Wat Chedi Chet Thaeo raccoglie in un recinto più di trenta chedi di forme diverse, a campana, a torre, a bocciolo di loto, ed era il cimitero reale della città, oltre a essere il punto più fotogenico del parco con la luce lunga. Poco più in là il Wat Nang Phaya conserva un muro con una decorazione in stucco di foglie e fiori così fine che gli argentieri della zona la copiano ancora sui gioielli, mentre il Wat Khao Phanom Phloeng, in cima a una collinetta, lascia le colonne e un Buddha seduto e in cambio regala la vista su tutta la piana. Fuori dalle mura, sull'ansa del fiume, il Wat Phra Si Rattana Mahathat Chaliang allinea un grande prang di mattoni di forma khmer e un Buddha camminante in bassorilievo, ed è il pezzo più antico della zona. C'è infine il Wat Chom Chuen, che è un sito di scavo con gli scheletri antichi trovati sul posto e il museo che ne racconta la vita e le credenze.
Prezzi e come si gira
Il parco apre alle 8:30 e chiude nel tardo pomeriggio. Il biglietto per gli stranieri è di duecento baht per il recinto murato principale, con tariffe più basse per le altre aree e un cumulativo che copre tutto, comprese le fornaci e il Wat Chom Chuen, mentre i thailandesi pagano una cifra molto più bassa. Dentro ci si muove a piedi, in bicicletta noleggiata all'ingresso per pochi baht, oppure con il trenino elettrico accompagnato da una guida, e per arrivare fino alle fornaci il motorino aiuta. Il giro completo chiede dalle due alle quattro ore, l'ombra non manca ma acqua e cappello servono lo stesso.
Arrivarci
Dalla stazione di Sukhothai partono gli autobus per Si Satchanalai e Sawankhalok e ci vuole poco più di un'ora. Al conducente vanno chieste due cose, cioè che fermi al parco storico e non al paese nuovo, che sta una decina di chilometri più in là, e dalla strada al biglietto restano un paio di chilometri da fare a piedi o con un passaggio. Chi ha un mezzo proprio ci arriva in un'ora dal parco di Sukhothai lungo la statale 101, e in giornata si fa comodamente, come fa quasi tutta la gente che viene.