Capitale del primo regno siamese dal Duecento per circa un secolo e mezzo, Sukhothai è oggi un parco archeologico di settanta chilometri quadrati che il Fine Arts Department cura e l'UNESCO protegge dal 1991 insieme a Si Satchanalai e a Kamphaeng Phet. Non assomiglia ai siti khmer né alle rovine di Ayutthaya, perché qui è tutto piatto, verde e curato come un giardino pubblico, con stagni di ninfee fra un tempio e l'altro e i prati tagliati fino ai piedi dei chedi. Lo si gira in bicicletta, ed è una di quelle raccomandazioni su cui non discute nessuno.
Le zone e i biglietti
Il parco è diviso in settori che si pagano separatamente. La zona centrale, dentro le mura e il fossato, raccoglie la gran parte di quello che si viene a vedere, dal Wat Mahathat al Wat Si Sawai con i suoi tre prang, dal Wat Sa Si sull'isoletta al museo nazionale Ramkhamhaeng, e ha il biglietto più caro. La zona nord, poco oltre le mura, esiste per il Wat Si Chum e per il Wat Phra Phai Luang, che è il più antico del sito. La zona ovest, detta di Aranyik perché era il quartiere dei monaci della foresta, sale verso le colline fino al Wat Saphan Hin, dove un Buddha in piedi guarda la piana dall'alto di una salita lastricata di scisto, e ci va poca gente. Le tariffe per gli stranieri sono state ritoccate al rialzo dal regolamento ministeriale del 2025, mentre quelle per i thailandesi sono rimaste dove erano, e alla bicicletta si aggiunge un piccolo supplemento per ogni zona.
Come girarlo
Davanti al cancello della zona centrale una decina di banchi noleggiano biciclette normali ed elettriche e qualche scooter, a cifre modeste e per la giornata intera. Dentro le mura le distanze sono di poche centinaia di metri, fra una zona e l'altra si fanno dai due ai cinque chilometri su asfalto pianeggiante, e per chi non se la sente di pedalare c'è anche un trenino elettrico che tocca i monumenti principali. La zona centrale apre presto, e quella prima ora è il motivo migliore per dormire davanti al parco invece che in città, perché la luce è bassa, la nebbiolina sta ancora sugli stagni e non c'è nessuno. Le zone esterne aprono più tardi. A mezzogiorno l'ombra è poca e il caldo della piana è serio, quindi conviene uscire, mangiare e rientrare verso le tre.
Dove dormire e quando venire
Le due basi possibili sono la città nuova, una dozzina di chilometri a est, con la stazione degli autobus e i prezzi più bassi, e il villaggio davanti al parco, con le guest house e la comodità di essere già sul posto quando i cancelli aprono. I songthaew fra le due partono di continuo fino a sera. La stagione buona va da novembre a febbraio, e nei giorni di Loi Krathong, attorno alla luna piena del dodicesimo mese lunare, il parco resta aperto la sera con i monumenti illuminati, le candele sull'acqua e i fuochi, che è la settimana più bella dell'anno e l'unica in cui bisogna prenotare con molto anticipo.
Informazioni utili
- Orari
- Zona centrale 6:30 - 19:30; le zone esterne aprono più tardi al mattino e chiudono nel tardo pomeriggio
- Giorni di chiusura
- Aperto tutti i giorni
- Ingresso
- Stranieri 200 baht la zona centrale e 120 ciascuna quelle esterne, più 10 baht per la bicicletta; thailandesi 20 baht a zona, gratis studenti, monaci e over 60
- Come arrivare
- Una dozzina di chilometri a ovest della città nuova; songthaew frequenti fino a sera, circa mezz'ora di strada
- Indirizzo
- Parco storico di Sukhothai, Mueang Kao, Mueang Sukhothai, Sukhothai 64210
- Sito ufficiale
- finearts.go.th/sukhothaihistoricalpark
- Mappa
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