Tempio della corona e centro spirituale della capitale, il Wat Mahathat sta esattamente in mezzo alla città murata, dentro un fossato tutto suo, ed è il punto da cui si misurava il regno. Non è un edificio ma un complesso, con il chedi principale, il viharn reale, i mondop, l'ubosot e fino a duecento chedi minori cresciuti per aggiunte successive fra il Duecento e il Quattrocento. Chi arriva al parco storico e ha tempo per un tempio solo viene qui, e fa bene.

Il chedi e i suoi otto satelliti

La guglia principale ha la forma di un bocciolo di loto, una torre quadrata che si assottiglia e si chiude a punta smussata, ed è l'invenzione architettonica di Sukhothai, una forma che prima non esisteva e che altrove non si ripete allo stesso modo. Attorno le stanno otto chedi satelliti, quattro sui lati con la pianta a prasat di ascendenza khmer e gli stucchi di gusto singalese, quattro agli angoli con le cinque guglie che arrivano dal mondo birmano e lanna, in una somma di influenze che è poi il modo in cui questa città lavorava. Intorno alla base corre il dettaglio migliore del sito, un fregio in stucco di discepoli che camminano in fila con le mani giunte, girando attorno al monumento nel senso della devozione. È molto rovinato, ma sul lato in ombra si legge ancora.

I Buddha

Ai due lati del chedi si alzano i mondop, cappelle di mattoni a scatola con dentro un Buddha in piedi di diciotto cubiti, poco meno di dieci metri, che si intravede dalla fessura verticale sulla facciata. Nel viharn reale stava invece un colossale Buddha d'oro, il Luang Pho To dei sukhothaiani, che alla fine del Settecento Rama I fece portare a Bangkok su una zattera e sistemare nel Wat Suthat, dove Rama IV gli diede il nome di Phra Si Sakayamuni con cui è conosciuto oggi. Al suo posto resta il basamento, enorme, che da solo dà la misura di quello che c'era. Fra le file di colonne mozze del viharn siede un altro grande Buddha, ed è l'immagine che finisce su quasi tutte le fotografie del parco, soprattutto al tramonto quando le colonne allungano l'ombra sul prato.

Il resto del recinto

A est del viharn reale se ne alza un secondo su un basamento a gradoni alto un metro e mezzo, aggiunto in epoca ayutthaya e per questo sproporzionato rispetto allo spazio che gli resta davanti. A sud del chedi principale si raccoglie un gruppo di monumenti attorno a un chedi a cinque guglie, il secondo per dimensioni di tutto il complesso, dentro il quale una lamina d'oro incisa fa ritenere che siano conservate le ceneri del re Maha Thammaracha Lithai. Il recinto intero si gira in poco meno di un'ora, e sulla piattaforma non c'è ombra.

Resta un sito archeologico ma anche un luogo di culto, quindi sui basamenti e sulle statue non si sale, e chi si siede ai piedi di un Buddha tiene i piedi rivolti indietro. Le guardie richiamano, e hanno ragione di farlo.

Informazioni utili

Orari
6:30 - 19:30, come il resto della zona centrale
Giorni di chiusura
Aperto tutti i giorni
Ingresso
Compreso nel biglietto della zona centrale del parco storico
Come arrivare
Al centro della zona centrale del parco storico, poche centinaia di metri dall'ingresso, a piedi o in bicicletta
Indirizzo
Zona centrale del parco storico, Mueang Kao, Mueang Sukhothai, Sukhothai 64210