Capoluogo di una provincia che si allunga verso il confine birmano fra montagne calcaree e foresta, Kanchanaburi sta a due o tre ore da Bangkok e tiene insieme due esperienze che non hanno niente in comune. Da una parte c'è la memoria della ferrovia della morte, la linea che l'esercito giapponese fece costruire fra il 1942 e il 1943 da decine di migliaia di prigionieri di guerra alleati e di lavoratori civili asiatici, al prezzo di un numero di vite che si aggira attorno al centinaio di migliaia. Dall'altra ci sono le cascate di Erawan, sette piani di vasche color smeraldo dentro un parco nazionale, dove si nuota in mezzo alla giungla. Due giorni bastano per entrambe, e questa gita aggiunge a un viaggio thailandese una profondità che le spiagge non danno.
La memoria della ferrovia
Il ponte sul fiume Kwai, reso celebre da un film che con la realtà ha poco a che vedere, si attraversa a piedi camminando sulle traversine e scansandosi nelle piazzole quando arriva il treno, che passa davvero perché la linea è in servizio. Attorno al ponte il contorno è vivace e turistico, e la storia vera si recupera altrove, cominciando dal Thailand-Burma Railway Centre in centro, il museo serio della ferrovia, con le mappe, i plastici e le testimonianze, e proseguendo con il cimitero di guerra che gli sta esattamente di fronte, dove riposano quasi settemila prigionieri sotto lapidi allineate e curate come quelle di Francia. Un'ora e mezza più a monte si arriva all'Hellfire Pass, la trincea scavata a mano nella roccia viva, oggi memoriale australiano con un sentiero e un'audioguida gratuita, e resta il luogo più duro e più giusto della regione.
Della linea originale sopravvive il tratto fra Kanchanaburi e Nam Tok, e percorrerlo in treno è il modo migliore per capirla. Il convoglio attraversa il ponte a passo d'uomo, corre fra le risaie e poi si aggrappa al viadotto di Wang Pho, una struttura di legno e acciaio appoggiata alla parete calcarea a strapiombo sul fiume, in uno dei viaggi ferroviari più scenografici del Sud-est asiatico. La terza classe con i ventilatori e i finestrini spalancati costa una cifra simbolica, e per gli stranieri vale una tariffa unica qualunque sia la fermata.
Cosa vedere a Kanchanaburi
Le cascate di Erawan
Sette piani di vasche color smeraldo dentro la giungla, con il bagno permesso e i pesci che fanno il pedicure, compongono la cascata più bella del paese.
Le cascate di Huay Mae Khamin
Gli stessi sette livelli di Erawan, il doppio di strada e una frazione delle persone: la cascata per chi ha un giorno in più e vuole l'acqua tutta per sé.
Il ponte sul fiume Kwai
Il ponte esiste davvero ma non è quello del film: le campate curve sono originali del 1943, quelle squadrate sono il risarcimento giapponese dopo i bombardamenti.
La ferrovia della morte e l'Hellfire Pass
Quattrocentoquindici chilometri di binario scavati in sedici mesi a mano: il tratto rimasto si percorre in treno, e la trincea peggiore si visita a piedi.
Il cimitero di guerra di Kanchanaburi
Quasi settemila lapidi in file ordinate nel centro della città e un secondo cimitero più piccolo oltre il fiume raccolgono i prigionieri morti sulla ferrovia.
Come organizzarsi
Da Bangkok il treno storico parte dalla stazione di Thonburi, lento e bellissimo, mentre i pullman e i minivan impiegano circa due ore e mezza. Dormire una notte a Kanchanaburi, magari in una delle guesthouse galleggianti ormeggiate sul fiume che sono un classico gentile del posto, permette di arrivare a Erawan all'apertura, prima che scarichino i pullman delle gite in giornata dalla capitale. La stagione fresca fra novembre e febbraio è la migliore per il caldo, mentre le cascate danno il massimo d'acqua subito dopo il monsone, secondo il quadro descritto nella pagina su quando andare in Thailandia.