Il ponte di ferro nero che scavalca il fiume a nord di Kanchanaburi è la cosa più visitata della provincia, e quasi tutto quello che il pubblico ne sa arriva dal film del 1957. Conviene quindi mettere in ordine le cose fin dall'inizio, perché quel film fu girato in Sri Lanka, il ponte della finzione era di legno e saltava in aria nel finale, e il fiume all'epoca non si chiamava neppure Kwai. Si chiamava Mae Klong, e fu ribattezzato Khwae Yai negli anni Sessanta perché i turisti che arrivavano cercando il fiume del film non riuscivano a trovarlo sulle carte. Quello che c'è davvero, e che vale il viaggio, è un manufatto ferroviario del 1943 costruito da prigionieri di guerra e da lavoratori coatti, ancora oggi in servizio.
Che cosa si vede davvero
Il ponte fu costruito come parte della ferrovia della Birmania, e la sua storia è leggibile nella forma stessa della struttura. Le campate curve, quelle a semicerchio, sono le originali, realizzate con acciaio che l'esercito giapponese aveva smontato a Giava e trasportato fin qui. Le due campate centrali squadrate hanno invece un aspetto diverso perché nel 1945 i bombardamenti alleati distrussero quella porzione del ponte, che fu ricostruita dopo la guerra a spese del Giappone come riparazione di guerra. Guardare la struttura dalla riva e individuare il punto esatto in cui la forma cambia è il modo più diretto e più muto di capire che cosa sia successo qui.
Attraversarlo
Si cammina sulle traversine, con le passerelle di sicurezza laterali disposte a intervalli regolari dove ci si ritira quando arriva il convoglio. La traversata è di poco più di trecento metri e non presenta pericoli a patto di guardare dove si mettono i piedi, perché le fessure fra una traversa e l'altra sono larghe e le infradito sono esattamente la calzatura sbagliata. Vale la pena ripetere che la linea è in servizio, con alcune corse al giorno in ciascuna direzione che attraversano il ponte a passo d'uomo, e che non si tratta quindi di un binario dismesso trasformato in passeggiata.
Il treno
Da Kanchanaburi la linea prosegue fino a Nam Tok, una cinquantina di chilometri più a nordovest, in circa due ore, e passa dal viadotto di Wang Pho, la struttura di legno e acciaio aggrappata alla parete di roccia sopra il fiume che è il pezzo più spettacolare del percorso. Prendere il treno resta il modo giusto di vedere il ponte, perché si sale in stazione, lo si attraversa da seduti e si prosegue sul tratto scenografico invece di fermarsi alla fotografia da riva. I vagoni sono di terza classe con i ventilatori e i finestrini aperti, e per gli stranieri vale una tariffa unica indipendente dalla distanza percorsa.
Attorno al ponte
Sulla riva si allineano un mercatino di souvenir, qualche ristorante galleggiante e due locomotive esposte all'aperto, in un contorno decisamente turistico che convive senza troppo imbarazzo con la natura del posto. Verso la fine di novembre si tiene la settimana del ponte, con uno spettacolo serale di luci e suoni che ricostruisce i bombardamenti, e in quei giorni la città è piena e i prezzi degli alberghi salgono sensibilmente.
Informazioni utili
- Orari
- Sempre accessibile; il mercatino e i locali attorno chiudono verso le 21:00
- Ingresso
- Attraversarlo a piedi è gratuito; il treno per Nam Tok costa 100 baht per gli stranieri, tariffa unica qualunque sia la fermata
- Come arrivare
- Quattro chilometri a nord del centro di Kanchanaburi, in songthaew, in tuk tuk o in bicicletta in una ventina di minuti; in treno è la fermata successiva a quella di Kanchanaburi
- Indirizzo
- Tha Ma Kham, Mueang Kanchanaburi, Kanchanaburi 71000
- Mappa
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