Distesa attorno al suo fiume a circa duecentocinquanta chilometri da Bangkok, un'ora prima di Trat lungo la strada della costa orientale, Chanthaburi viene superata da quasi tutti quelli che scendono verso le isole. È un peccato, perché è la città più interessante di tutta la costa est, e lo è per due ragioni che con il mare non hanno niente a che vedere, cioè le pietre preziose e una comunità cattolica vietnamita che dura da più di tre secoli. A questo si aggiunge un capitolo di storia che spiega buona parte di quello che si vede, perché dopo l'incidente di Paknam del 1893 i francesi occuparono la provincia e la restituirono al Siam soltanto nel 1905, lasciandoci una impronta architettonica che in Thailandia non ha molti paralleli.
Cosa vedere a Chanthaburi
Il mercato delle pietre preziose
Tavolini di plastica, bilance e bustine di carta piegata trasformano tre giorni a settimana una strada di provincia in una borsa mondiale di rubini e zaffiri.
La cattedrale dell'Immacolata Concezione
Due campanili neogotici e una statua della Madonna rivestita di zaffiri compongono la chiesa più grande del paese, costruita dai cattolici vietnamiti.
La cattedrale e il quartiere sul fiume
La cattedrale dell'Immacolata Concezione è la chiesa più grande della Thailandia, con la pianta neogotica, i due campanili e una statua della Madonna rivestita di zaffiri che riassume in un solo oggetto le due anime della città. Una chiesa esiste su questa riva dal 1711, quando vi si stabilirono i cattolici vietnamiti in fuga dalle persecuzioni, e l'edificio attuale è il quarto, costruito nei primi anni del Novecento. Sull'altra sponda del fiume, il Chantaboon Waterfront allinea per circa un chilometro le case di legno di fine Ottocento, alcune restaurate e trasformate in caffè e piccoli musei di quartiere, che nel fine settimana aprono quasi tutte mentre nei giorni feriali restano per metà chiuse.
Intorno alla città
A una quindicina di chilometri il parco nazionale di Namtok Phlio ha una cascata a due passi dal parcheggio e una pozza affollata di grosse carpe che si accalcano a pelo d'acqua, con la tariffa d'ingresso standard dei parchi nazionali per gli stranieri. Più all'interno si alza il Khao Khitchakut, la montagna con l'impronta del Buddha sulla cima, meta di un pellegrinaggio che apre soltanto fra la fine di gennaio e l'inizio di marzo e durante il quale si sale di notte con i camion e poi a piedi, in mezzo a decine di migliaia di persone. La provincia produce inoltre quello che i thailandesi considerano il miglior durian del paese, e nella stagione della raccolta, fra la primavera e l'inizio dell'estate, i mercati e le fattorie si riempiono di gente arrivata apposta dalla capitale.
Come arrivare
Gli autobus partono dal terminal di Ekkamai a Bangkok con buona frequenza fino a sera e impiegano attorno alle quattro ore, mentre in automobile lungo la statale 344 se ne mettono in conto tre e mezza, e da Pattaya ne bastano due e mezza. La stazione degli autobus è fuori dal centro e per raggiungere la zona del mercato serve un songthaew, il che vale la pena sapere prima di scendere con i bagagli.