Il Wat Phra Si Sanphet non era un tempio come gli altri, perché sorgeva dentro il recinto del palazzo reale di Ayutthaya e non ospitava monaci, servendo unicamente alle cerimonie della corte e alla custodia delle ceneri dei sovrani. È lo stesso schema che poco più di un secolo dopo Rama I avrebbe ripetuto a Bangkok costruendo il Wat Phra Kaew dentro le mura del Grande Palazzo Reale, cappella reale senza comunità monastica, e chi ha visto l'uno riconosce immediatamente l'altro. Del palazzo vero e proprio, che stava subito a nord, oggi affiorano soltanto i basamenti di mattoni fra l'erba, mentre il tempio conserva la sua immagine più nota.

I tre chedi

La fila di tre chedi a campana di stile cingalese, alti una trentina di metri e allineati su un asse rettilineo, è quello che resta in piedi ed è la fotografia classica del parco storico. Custodiscono le ceneri di tre sovrani vissuti fra il Quattrocento e il Cinquecento, Borommatrailokkanat, suo figlio Borommaracha III e Ramathibodi II, e sono stati ricostruiti negli anni Cinquanta del Novecento, il che spiega perché abbiano l'intonaco chiaro mentre tutto quello che li circonda è mattone crudo. Fra un chedi e l'altro si passa a piedi lungo la terrazza, e con la luce radente del primo mattino o dell'ultimo pomeriggio le tre sagome si staccano dal prato con un effetto che nessuna fotografia rende del tutto.

Il Buddha che non c'è più

Il tempio prendeva il nome dal Phra Si Sanphetdayan, un Buddha in piedi alto sedici metri interamente rivestito d'oro, fatto realizzare nel 1500 da Ramathibodi II e collocato nel salone reale che sorgeva accanto ai chedi. Quando i birmani presero la città nel 1767 diedero fuoco alla statua per staccare l'oro dal nucleo di bronzo sottostante, e di quell'immagine restò soltanto il metallo deformato, che venne poi trasportato a Bangkok e murato dentro un chedi del Wat Pho, dove si trova ancora. La quantità d'oro andata perduta è oggetto di stime molto diverse fra loro, e forse è meglio così, perché il punto non è quanto pesasse ma che di una delle immagini più venerate del Sud-est asiatico non sia rimasto niente da vedere.

Quanto tempo serve

Il recinto si gira in trenta o quaranta minuti e si trova a ottocento metri dal Wat Mahathat, così che i due si visitano di seguito camminando o pedalando. Fra l'uno e l'altro conviene fermarsi al Viharn Phra Mongkhon Bophit, il padiglione dal tetto rosso che sta subito a sud dei chedi e che custodisce un enorme Buddha di bronzo scuro, una delle poche grandi immagini della città scampate alla distruzione, restaurata nel Novecento e tuttora oggetto di culto. Il biglietto cumulativo del parco storico comprende, oltre a questo tempio, il Wat Mahathat, il Wat Ratchaburana, il Wat Chaiwatthanaram, il Wat Maheyong e il Wat Phra Ram.

Informazioni utili

Orari
Tutti i giorni 8:00 - 18:00
Ingresso
50 baht; il cumulativo per sei templi del parco storico costa 220 baht e vale trenta giorni dall'acquisto
Come arrivare
Nel parco storico, ottocento metri a ovest del Wat Mahathat: a piedi o in bicicletta
Indirizzo
Pratu Chai, Phra Nakhon Si Ayutthaya 13000