Città cresciuta attorno a una base aerea americana negli anni della guerra del Vietnam, Udon Thani porta ancora addosso quell'eredità, nei locali del centro e in una comunità straniera che qui è più numerosa che in qualunque altra città dell'Isan. La pista è sempre la stessa e la divide oggi l'aeronautica militare thailandese con i voli di linea. Le due ragioni per venirci, però, stanno fuori città, e sono molto più antiche di lei.
Cosa vedere a Udon Thani
Il sito archeologico di Ban Chiang
Un villaggio qualunque sopra un cimitero di migliaia di anni, con vasi dipinti a spirali rosse, bronzi e la prova che qui si fondeva metallo prestissimo.
Il lago dei loti rossi
Da dicembre a febbraio un lago di ventimila rai si copre di fiori rosa, e si esce in barca all'alba perché alle undici si sono già richiusi.
Altro attorno
Un'ora e mezza a nordest, su una collina in mezzo alla foresta, il Wat Pa Phu Kon custodisce un Buddha sdraiato lungo venti metri, scolpito in marmo bianco di Carrara da quarantatré blocchi arrivati dall'Italia e montati sul posto, dentro un viharn moderno di grande impatto. In città, invece, la sera si passa al mercato di UD Town, accanto alla stazione ferroviaria, che è il posto in cui la città si ritrova a mangiare.
Praticità
L'aeroporto è fra i più serviti del Nordest, con decine di voli alla settimana da Bangkok e cinque compagnie che se li dividono, in poco più di un'ora; in alternativa ci sono il treno notturno e gli autobus. Udon è anche il modo più comodo di andare a Vientiane, perché la capitale del Laos sta a un'ora e mezza, oltre il ponte dell'Amicizia di Nong Khai, e dal terminal dell'aeroporto partono i minibus diretti al valico, aperto dalle sei del mattino alle dieci di sera. Per i loti serve invece un'auto o un autista, perché all'alba non c'è trasporto pubblico.