Per un secolo da Phrae è passato il teak di mezzo nord, perché le compagnie inglesi tagliavano la foresta, i tronchi scendevano lungo lo Yom fino a Bangkok e i soldi restavano qui. Il risultato è una città piccola, che si gira a piedi in un pomeriggio, con un numero sproporzionato di case padronali in legno intagliato dentro un centro storico ancora circondato dal fossato e da un pezzo di mura. Il turismo di massa non è mai arrivato, e Phrae resta uno di quei posti dove ci si ferma la notte perché ci si è fermati, non perché era in programma.

Cosa vedere a Phrae

Fuori città

Il Wat Phra That Cho Hae, sulla collina a sudest, è il tempio più venerato della provincia, con il chedi rivestito di ottone dorato attorno al quale i fedeli avvolgono la stoffa che gli dà il nome, e dentro il Phra Chao Than Chai, il Buddha a cui si chiedono i favori. Dalla parte opposta, verso Nan, si apre Phae Muang Phi, il parco forestale dei pinnacoli di terra erosa che i locali chiamano la città dei fantasmi.

Il mo hom

La camicia da contadino tinta d'indaco è il prodotto di Phrae, e la si compra al villaggio di Ban Thung Hong, appena fuori città, dove si tinge ancora in vasche di fermentazione, oppure nelle botteghe all'ingresso di Phae Muang Phi. È il souvenir più sensato del nord, perché in Thailandia lo riconoscono tutti e lo si mette davvero.

Arrivarci

Da Chiang Mai sono circa quattro ore di autobus, da Sukhothai circa tre, da Bangkok una notte di pullman. L'aeroporto della città esiste ma non ha più voli di linea, perché l'ultimo collegamento con Bangkok è cessato nell'aprile del 2023 e oggi la pista serve solo alla scuola di volo e agli aerei privati, quindi non ci si programma sopra niente. La stazione ferroviaria della linea del nord si chiama Den Chai e sta a una ventina di chilometri dalla città, con i songthaew che aspettano sul piazzale. In città si va a piedi e in scooter.