Porta d'ingresso del Nordest e capoluogo della provincia più estesa del paese, Nakhon Ratchasima, che tutti chiamano Korat, è la città da cui comincia l'Isan. Chi sale verso il grande altopiano ci passa per forza, e la prima impressione non è tenera, perché è una città larga, trafficata e fatta per lavorare più che per essere guardata. Attorno però ha alcune delle cose più notevoli della regione, a cominciare da un santuario khmer che vale il viaggio da solo.
Cosa vedere a Nakhon Ratchasima (Korat)
Il santuario khmer di Phimai
Il santuario khmer più grande della Thailandia, cominciato prima di Angkor Wat e rivolto a sud verso la capitale dell'impero, invece che a est come vuole la regola.
Il Wat Non Kum
Un tempio cresciuto attorno alla più grande immagine di Somdet To della Thailandia, voluta da un attore famoso, sulla statale che tutti percorrono e nessuna guida racconta.
In città
Il cuore simbolico di Korat è il monumento a Thao Suranari, che i locali chiamano Ya Mo, cioè nonna Mo. Era Khunying Mo, moglie del vicegovernatore, e secondo la tradizione nel 1826 raccolse la popolazione contro l'esercito di Chao Anouvong di Vientiane, meritandosi da Rama III il titolo con cui la ricordano ancora. La statua in rame brunito che le fu dedicata la ritrae in piedi, la destra sulla spada con la punta a terra e la sinistra sul fianco, rivolta a occidente verso Bangkok, e fu modellata da Silpa Bhirasri, cioè il fiorentino Corrado Feroci che aveva fondato l'accademia di belle arti thailandese; venne inaugurata il 15 gennaio del 1934. Alle sue spalle si apre la porta Chumphon, l'unica sopravvissuta delle quattro che si aprivano nelle mura volute da re Narai, quando Korat fu ridisegnata come piazzaforte di frontiera da ingegneri francesi in un rettangolo di circa un chilometro per uno e sette. Fra la fine di marzo e i primi di aprile la città festeggia Ya Mo per dieci giorni buoni, e allora il centro diventa una fiera.
Attorno
Sulla statale che sale da Bangkok, nel distretto di Sikhio, il Wat Non Kum custodisce la più grande immagine di Somdet To della Thailandia ed è la sosta che spezza il viaggio senza deviazioni. La provincia è poi famosa per la seta, perché il distretto di Pak Thong Chai è uno dei centri storici della tessitura thailandese e riforniva Jim Thompson negli anni in cui la seta thai cominciava a farsi conoscere nel mondo, e per i gatti Korat, la razza grigio argento che i thailandesi chiamano si sawat. A ovest comincia il parco di Khao Yai, che dalla città si raggiunge in un paio d'ore e che molti visitano usando Korat come base.
Praticità
Da Bangkok gli autobus partono dal terminal di Mo Chit ogni mezz'ora e impiegano poco più di tre ore, mentre i treni della linea del Nordest partono da Krung Thep Aphiwat, la stazione centrale che dal gennaio del 2023 ha preso il posto di Hua Lamphong per le lunghe percorrenze, e ci mettono dalle quattro alle cinque ore. L'aeroporto della città esiste ma non ha voli di linea, quindi non entra nei conti di nessuno. Phimai si raggiunge con i minibus della linea 1305 dal secondo terminal degli autobus, e il museo nazionale Maha Wirawong, in centro, apre dal mercoledì alla domenica. Per Korat basta mezza giornata, con Phimai serve una notte.