Il più grande santuario khmer costruito in quello che oggi è territorio thailandese, Phimai è anche uno dei più antichi, perché il nucleo risale all'XI secolo, al tempo di Suryavarman I, ed è quindi anteriore ad Angkor Wat. Sta sessanta chilometri a nordest di Korat, dentro l'abitato moderno, e il parco storico è un recinto ordinato e alberato in mezzo al paese. Il nome viene da Vimaya, o Vimayapura, che compare in un'iscrizione khmer incisa sullo stipite del chiostro anteriore.

Due cose che lo rendono diverso

La prima riguarda la religione. Phimai era un santuario buddhista mahayana e non un tempio induista come quasi tutti gli edifici khmer del suo tempo, perché mahayana erano i due sovrani che lo costruirono e lo ampliarono, Suryavarman I nell'XI secolo e Jayavarman VII all'inizio del XIII. I rilievi mescolano di conseguenza scene del Ramayana e figure del pantheon buddhista, e questa convivenza è la ragione per cui gli studiosi discutono ancora del significato di certi architravi.

La seconda riguarda l'orientamento. L'ingresso principale non guarda a est come vuole la regola khmer ma a sud, incontro alla strada reale che arrivava da Yasodharapura, la capitale dell'impero, ed entrava in città proprio da quella parte. Le due città erano collegate da più di duecento chilometri di strada lastricata, con le case del fuoco e gli ospedali disseminati lungo il percorso, e Phimai ne era il capolinea settentrionale.

Cosa si vede

Si entra dal ponte dei naga, con i parapetti a forma di serpente e i leoni ai lati, che nei templi khmer segna sempre la soglia fra il mondo degli uomini e quello degli dèi. Oltre i due giri di mura e il chiostro si arriva al prang centrale, quasi trenta metri di arenaria bianca in stile Baphuon, rimontati pezzo per pezzo fra il 1964 e il 1968 dagli archeologi thailandesi e francesi con la tecnica dell'anastilosi; gli architravi scolpiti sopra le porte sono la parte migliore di tutto il complesso. Accanto si alzano altri due prang, quello di Brahmadat in laterite, dell'età di Jayavarman VII, e quello di pietra rossa, che porta un architrave con Karna a caccia del cinghiale, episodio del Mahabharata. Nel cortile esterno restano le due biblioteche affiancate e le vasche ai quattro angoli.

Fuori dal recinto vale la pena spingersi fino alla porta della Vittoria, la meridionale, che era la più importante delle quattro perché riceveva la strada da Angkor, e fermandosi in mezzo al passaggio si inquadra il santuario esattamente nel vano. Poco più in là c'è il Kuti Ruesi, il piccolo edificio in laterite che era uno degli ospedali fatti costruire da Jayavarman VII e ricordati nell'iscrizione del Preah Khan.

Il museo nazionale

A dieci minuti a piedi dal parco, il museo nazionale di Phimai ha riaperto per intero il 27 maggio del 2026, dopo il rifacimento più profondo da quando era stato inaugurato nel 1993, e racconta in nove sale il passaggio dai villaggi preistorici dell'altopiano allo stato khmer. Raccoglie gli architravi e le sculture staccate dai siti dell'Isan meridionale, e soprattutto conserva la celebre statua ritratto di Jayavarman VII seduto a gambe incrociate, di cui nel prang di Brahmadat si vede soltanto la copia. Vale il biglietto separato.

Sai Ngam

Poco più di un chilometro fuori dal parco, dove l'acqua dell'irrigazione gira attorno a un'isola, cresce Sai Ngam, un bosco di banyan nato da una pianta madre di almeno trecentocinquant'anni e allargatosi fino a coprire qualche migliaio di metri quadrati con una foresta di radici aeree. Il nome, che vuol dire banyan bello, glielo diede nel gennaio del 1911 la regina Sri Bajarindra, moglie di Rama V, che vi si era fermata a riposare durante un viaggio a Phimai. Ci si cammina sotto all'ombra, ci sono i tavoli e le bancarelle, ed è il posto in cui assaggiare il khua mi, i noodle saltati alla maniera di Korat.

Informazioni utili

Orari
Parco storico 7:00 - 18:00; museo nazionale 9:00 - 16:00
Giorni di chiusura
Il parco storico è aperto tutti i giorni, il museo nazionale chiude il lunedì e il martedì
Ingresso
Parco storico circa 200 baht per gli stranieri e 20 per i thailandesi; il museo nazionale ha un biglietto a parte
Come arrivare
Sessanta chilometri a nordest di Korat, con i minibus della linea 1305 per Phimai e Chum Phuang dal secondo terminal degli autobus di Nakhon Ratchasima
Indirizzo
Parco storico di Phimai, Nai Mueang, Phimai, Nakhon Ratchasima 30110, tel. 044 471568