Istituito nel 1962, Khao Yai fu il primo parco nazionale della Thailandia, e oggi fa parte del complesso forestale di Dong Phayayen riconosciuto patrimonio dell'umanità, con oltre duemila chilometri quadrati di foresta pluviale e praterie sull'altopiano che segna il confine fra la pianura centrale e l'Isan. Il parco spiega di essere prima di tutto una barriera che intercetta la pioggia e alimenta i corsi d'acqua della regione, ed è questo che ne fa una foresta così ricca. Per chi viaggia è soprattutto il posto più facile del paese per vedere animali selvatici senza organizzare una spedizione, e sta a tre ore scarse da Bangkok.
Gli animali
Nel parco vivono alcune centinaia di elefanti selvatici, e capita di incontrarli sulla strada principale al tramonto o di notte. Ci sono poi cervi sambar, gaur, macachi, oltre trecento specie di uccelli fra cui quattro di buceri, che si sentono passare prima di vederli, e i gibboni, che all'alba fanno il richiamo più impressionante della foresta. Le uscite notturne con il faro, organizzate dalla sede del parco, sono l'unico modo di stare qui dopo il tramonto.
Cosa vedere a Khao Yai
La cascata di Haew Narok
Centocinquanta metri di salto su tre gradini, in fondo al parco, ed è la cascata più grande di Khao Yai, che si raggiunge scendendo una lunga scalinata.
La cascata di Haew Suwat
Venti metri di salto in una pozza rotonda, la cascata da cui ci si tuffa in The Beach, e la più facile da raggiungere di tutto il parco.
Vedere gli animali a Khao Yai
Alcune centinaia di elefanti selvatici, quattro specie di buceri e i gibboni che si sentono all'alba, in quello che è il posto della Thailandia dove la fauna si vede davvero.
Sentieri e punti panoramici
Il parco elenca sette sentieri naturalistici, la torre di avvistamento di Nong Phak Chi dove ci si siede all'alba o al tramonto ad aspettare che gli animali escano allo scoperto, il tramonto sull'invaso di Sai Sorn, l'alba dal punto panoramico di Pha Diao Dai e la vista sul versante nord dal belvedere del chilometro trenta. Per i sentieri lunghi la guida è obbligatoria e serve davvero, perché la foresta è fitta e nella stagione delle piogge le sanguisughe sono garantite.
Attorno al parco
La zona di Pak Chong, all'ingresso nord, è la regione vinicola della Thailandia, con alcune cantine che si visitano con degustazione e, attorno, fattorie didattiche, caffè panoramici e resort a tema che i thailandesi adorano nei fine settimana. È un contorno piacevole che con la natura non c'entra niente.
In pratica
I varchi aprono alle sei del mattino e chiudono alle sei di sera, e l'ingresso si paga alla sbarra per la persona e per il veicolo, con la tariffa doppia per gli stranieri che il Department of National Parks applica in tutto il paese e la gratuità per anziani e persone con disabilità thailandesi. Da qualche anno il biglietto si può acquistare anche in anticipo con una applicazione, per ridurre la coda alla sbarra nei fine settimana. Da Bangkok si arriva in auto in due ore e mezza, oppure in treno o in autobus fino a Pak Chong e poi in songthaew fino al cancello, ma senza un mezzo proprio muoversi dentro il parco è complicato, perché fra un'attrattiva e l'altra ci sono chilometri. La stagione migliore va da novembre a febbraio, fresca e asciutta, mentre da luglio a ottobre la foresta è più verde e le cascate più piene ma piove ogni pomeriggio.