Capoluogo di provincia a una cinquantina di chilometri a ovest di Bangkok, Nakhon Pathom porta un nome che significa «prima città» e rivendica di essere il punto in cui il buddhismo entrò in quello che sarebbe diventato il Siam, portato secondo la tradizione dai missionari inviati dall'imperatore indiano Ashoka. Fu poi uno dei centri della civiltà dvaravati, la cultura mon che dominò la piana centrale per secoli prima dell'arrivo dei thai, e decadde quando il corso del fiume si spostò lasciandola isolata. Oggi è una città che quasi nessun viaggiatore straniero mette in programma e che i thailandesi affollano invece nei fine settimana, richiamati da un monumento che si vede da chilometri di distanza.

Cosa vedere a Nakhon Pathom

Attorno al chedi

A un paio di chilometri a ovest si apre il parco del palazzo Sanam Chandra, la residenza di campagna che Rama VI si fece costruire da principe ereditario, dove un cottage a graticcio di gusto inglese convive con una residenza in teak costruita senza chiodi e dove una statua di bronzo ricorda il suo cane. Il mercato che circonda il tempio è uno dei migliori della regione, soprattutto per la frutta, dato che il pomelo di Nakhon Pathom è famoso in tutto il paese, e per il maiale arrosto, mentre il piccolo museo nazionale raccoglie i reperti dvaravati recuperati negli scavi attorno alla città.

Come arrivare

Il treno parte dalla stazione di Thonburi, che i bangkokiani chiamano ancora Bangkok Noi, e impiega attorno all'ora e mezza con biglietti di poche decine di baht, mentre i minivan dal terminal sud coprono la stessa distanza in circa un'ora. Il chedi si trova a una decina di minuti a piedi dalla stazione ferroviaria, il che rende la gita comodissima anche senza mezzo proprio. Mezza giornata basta abbondantemente, e la visita si combina bene con i mercati galleggianti o con il mercato sui binari di Maeklong, che stanno tutti sulla stessa direttrice verso ovest.