Ultima isola thailandese prima delle acque cambogiane, Koh Kood, che sulle carte compare anche come Koh Kut, distende un centinaio di chilometri quadrati di foresta, palme e piantagioni di caucciù al largo della provincia di Trat, ed è una delle più estese del paese. Ci vivono poco più di duemila persone. Non ci sono i minimarket della grande catena che in Thailandia si trova a ogni angolo, non esiste una strada che giri tutta l'isola e non c'è vita notturna di alcun genere, ma soltanto una dorsale asfaltata che collega le baie del versante occidentale e qualche diramazione verso i villaggi. È l'isola che quasi tutti indicano come la più bella della costa est, e la ragione per cui è rimasta così è esattamente la ragione per cui ci va poca gente, cioè che ci vuole mezza giornata per arrivarci e che costa più delle altre.
Le spiagge
La zona centrale, attorno ad Ao Tapao e ad Ao Klong Chao, ha la spiaggia più lunga e più servita dell'isola, tagliata da un canale che sfocia in mare e che si può risalire in kayak fino ai piedi della cascata. Poco più a sud Ao Phrao allinea un chilometro e mezzo di sabbia con poche strutture e l'acqua più calma di tutte, mentre la piccola Ao Ngam Kho, chiusa fra le rocce, ha i coralli davanti alla riva ed è la migliore per la maschera senza bisogno di prendere una barca. Sul versante orientale non ci sono spiagge ma due villaggi costruiti sull'acqua, Ao Salad a nordest e Ao Yai a sudest, con le case di legno su pali e i pescherecci ormeggiati sotto le finestre.
La cascata e l'interno
Il simbolo dell'isola è la cascata di Klong Chao, tre salti in successione con una vasca profonda dove si nuota, che si raggiunge con venti minuti di cammino oppure risalendo il canale in kayak. La seconda cascata, Huang Nam Khiao, sta più lontano ed è quasi sempre deserta. Nell'entroterra vale il giro anche il gruppo di alberi secolari che i thailandesi venerano, fra cui un enorme makka e un albero di chai che superano i cinquecento anni e che hanno per la gente del posto un significato religioso preciso, tanto che sono avvolti nelle fasce di stoffa colorata.
Arrivarci
Tutte le imbarcazioni per Koh Kood partono dal molo di Laem Sok, una mezz'ora di strada dalla città di Trat, e non da Laem Ngop, che è invece il molo di Koh Chang. Ci lavorano quattro compagnie, e nell'alta stagione ciascuna delle principali garantisce tre o quattro corse al giorno, con i catamarani veloci che coprono la tratta in poco più di tre quarti d'ora e le imbarcazioni più lente che ne impiegano fra una e una e mezza. Da Bangkok si mette in conto una giornata piena di viaggio, oppure un volo fino all'aeroporto di Trat più il trasferimento via terra e via mare.
La stagione
L'alta stagione delle barche va da metà ottobre a metà maggio, ed è il periodo in cui il servizio è regolare e tutto è aperto. Nella bassa stagione, fra metà maggio e metà ottobre, gli orari cambiano secondo il tempo e la domanda, molte strutture chiudono e una sola compagnia mantiene un collegamento quotidiano, per cui chi viaggia in quei mesi deve verificare tutto prima di partire e mettere in conto che una giornata di mare mosso può far saltare la traversata.
Cosa vedere a Koh Kood
La cascata di Klong Chao
Tre salti e una vasca profonda in mezzo alla foresta, che si raggiungono a piedi in venti minuti oppure risalendo il canale in kayak dalla spiaggia.
Il villaggio di Ao Salad
Case di legno su pali, passerelle al posto delle strade e i pescherecci ormeggiati sotto il pavimento compongono il villaggio più vivo dell'isola.