Adagiata al largo della provincia di Trat, a un passo dal confine cambogiano, Koh Chang è una delle isole più estese della Thailandia, con i suoi duecentoquindici chilometri quadrati circa che la collocano subito dietro Phuket nelle classifiche di alcune fonti e dietro anche a Koh Samui in altre. La sostanza però è che non somiglia a nessuna delle due, perché è prima di tutto una montagna in mezzo al mare, con il Khao Salak Phet che tocca i settecentoquarantaquattro metri, la foresta che copre più dei tre quarti della superficie e il parco nazionale marino che si prende tutto l'interno. Le persone vivono sul bordo, lungo l'unica strada asfaltata che gira attorno alla costa e che in un punto, la salita fra Kai Bae e Lonely Beach, ha una pendenza capace di mandare in crisi un motorino con due persone sopra.
Le spiagge del lato ovest
Le spiagge si allineano tutte sul versante occidentale, e scendendo da nord la prima è Hat Sai Khao, che gli stranieri chiamano White Sand Beach, la più lunga e la più costruita, con i resort, i bar, le agenzie e l'unica cosa dell'isola che somigli a una vita notturna organizzata. Poco più a sud Klong Prao distende tre chilometri di sabbia tagliati da due canali, con gli alberghi distanziati e molto spazio vuoto fra l'uno e l'altro, ed è il compromesso che funziona per la maggior parte delle famiglie. Segue Kai Bae, più stretta, con gli isolotti davanti e il tramonto dritto in faccia, dove però a bassa marea l'acqua si ritira parecchio. Più giù ancora comincia Lonely Beach, la spiaggia dei prezzi bassi e dei bar aperti fino a tardi, e la strada finisce a Bang Bao, che non è una spiaggia ma un villaggio di pescatori costruito su palafitte attorno a un molo lungo mezzo chilometro.
Il versante orientale è tutta un'altra cosa, con la strada stretta, qualche guest house isolata, le mangrovie al posto della sabbia e i villaggi di Salak Phet e Long Beach che restano quasi vuoti anche in alta stagione. Ci si va per vedere com'era l'isola una ventina d'anni fa, e per chi cerca il silenzio è la scelta giusta, a patto di avere un mezzo proprio e di rinunciare a quasi tutti i servizi.
Dentro l'isola
La cascata più visitata è Klong Plu, che si raggiunge con venti minuti di sentiero dal parcheggio e ha una vasca profonda in cui si nuota sotto un salto di una ventina di metri. Si entra nel parco nazionale, quindi si paga la tariffa per gli stranieri, che vale però anche per la cascata di Than Mayom sul lato est se le si visita nello stesso giorno. Le gite in barca che partono dal molo di Bang Bao verso Koh Wai, Koh Rang e Koh Kham comprendono di solito il pranzo e l'attrezzatura per lo snorkeling, e valgono molto più dell'immersione con la maschera davanti a Koh Chang, che è mediocre perché i fondali costieri sono torbidi.
Arrivarci e muoversi
Da Bangkok ci vogliono cinque o sei ore fino ai moli di Laem Ngop, nella provincia di Trat, con gli autobus dal terminal di Ekkamai, i minivan da Victory Monument oppure con un mezzo proprio. I traghetti partono dal molo di Ao Thammachat e sbarcano ad Ao Sapparot, sul lato nordorientale dell'isola, in una traversata di venticinque o quaranta minuti secondo la barca e le condizioni del mare, con corse più o meno ogni ora dalle prime del mattino fino a sera. Il servizio dal molo di Center Point, che diverse guide indicano ancora come alternativa, è sospeso dalla metà del 2024. In alternativa esistono voli per l'aeroporto di Trat, che dista una ventina di minuti dai moli. Sull'isola ci si muove con i songthaew condivisi, che chiedono una tariffa crescente con la distanza, oppure noleggiando un motorino, tenendo però presente che le pendenze e l'asfalto lucido dopo la pioggia rendono questa strada meno banale di quanto sembri.
Quando andare
La stagione buona va da novembre ad aprile. Da maggio a ottobre il monsone di sudovest arriva dritto sulle spiagge del versante occidentale, il che significa pioggia vera, mare mosso, parecchi indirizzi chiusi e i prezzi delle camere che si dimezzano, con settembre come mese peggiore dell'anno. Chi accetta il compromesso trova un'isola verdissima e vuota, con le cascate al massimo della portata, ma deve rassegnarsi a passare qualche pomeriggio al coperto.
Cosa vedere a Koh Chang
La cascata di Klong Plu
La cascata più alta dell'isola si raggiunge con venti minuti di sentiero dal parcheggio, e sotto il salto si apre una vasca abbastanza profonda per nuotarci.
Il villaggio di Bang Bao
Un villaggio costruito sull'acqua e un molo di legno lungo mezzo chilometro raccolgono i ristoranti di pesce, i centri d'immersione e le barche per le isole del sud.
Lonely Beach (Hat Tha Nam)
La spiaggia economica dell'isola, con i bar aperti fino all'alba e una corrente di risacca che ogni anno fa vittime, per cui le bandiere rosse vanno prese sul serio.