Sam Roi Yot significa trecento picchi, ed è il nome che i thailandesi hanno dato alla fila di guglie calcaree che emerge dalla pianura paludosa una sessantina di chilometri a sud di Hua Hin. Nel 1966 l'area è diventata il primo parco nazionale costiero della Thailandia, e mette insieme tre paesaggi che di solito non stanno vicini, cioè le torri di roccia crivellate di grotte, la palude d'acqua dolce più estesa del paese e un tratto di costa con le spiagge e le saline. Ci si viene soprattutto per una cosa, che da sola vale il viaggio, ma sarebbe uno spreco fermarsi lì.

Cosa vedere a Khao Sam Roi Yot

La palude e il resto del parco

Nella parte occidentale del parco si distende Bueng Bua, la palude d'acqua dolce coperta di loti su cui corre un chilometro di passerella di legno, che è uno dei posti migliori del paese per osservare gli uccelli e che all'alba, con la nebbia e le montagne dietro, è tutt'altra cosa rispetto al resto della giornata. Accanto si alza la collina di Khao Daeng, centocinquantasette metri di gradini ripidi che ripagano con una vista a giro d'orizzonte sulla palude, sulle saline e sul mare, mentre lungo il canale omonimo si organizzano gite in barca fra le mangrovie, dove si vedono scimmie, varani e granchi violinisti.

Biglietto e trasporti

Il biglietto del parco costa la tariffa standard per gli stranieri, con la riduzione per i bambini, e vale la pena sapere una cosa che fa risparmiare tempo e denaro, cioè che lo stesso biglietto è valido per tutti gli ingressi nella giornata in cui è stato comprato. Conservare lo scontrino è quindi indispensabile, perché al secondo cancello viene richiesto. Dentro il parco non esistono mezzi pubblici e le distanze fra un ingresso e l'altro sono di diversi chilometri, per cui serve un'automobile, uno scooter oppure un autista preso per la giornata da Hua Hin. Attorno alla grotta vivono inoltre i macachi, che strappano di mano bottiglie e buste con la solita competenza, per cui il cibo va tenuto chiuso nello zaino.