Capoluogo di provincia centoventi chilometri a sudovest di Bangkok, sulla direttrice che scende verso Hua Hin e verso il sud del paese, Phetchaburi viene superata in autostrada da quasi tutti quelli che vanno al mare. È un errore che costa poche ore rimediare, perché la città ha un palazzo reale ottocentesco in cima a una collina, alcuni fra i templi più antichi e meglio affrescati della Thailandia, e una grotta che da sola vale la deviazione. I thailandesi la chiamano Phetburi e ci vengono soprattutto per i dolci, cosa che dice qualcosa anche di questo posto.

Cosa vedere a Phetchaburi

Gli altri templi

In città ci sono poi due templi che meritano il tempo che chiedono. Il Wat Yai Suwannaram conserva in un viharn del Seicento alcuni degli affreschi murali più antichi sopravvissuti in Thailandia, oltre a una biblioteca in legno costruita su palafitte in mezzo a uno stagno, mentre il Wat Kamphaeng Laeng allinea cinque prang di laterite di epoca khmer, testimonianza del fatto che l'influenza di Angkor arrivava fino a questa latitudine.

I dolci

Phetchaburi è la capitale thailandese dei dolci a base di zucchero di palma, e le palme da zucchero che punteggiano i campi attorno alla città sono la materia prima di un'industria artigianale antica. Il più celebre è il khanom mo kaeng, una specie di crema densa cotta al forno con farina di fagioli, cocco e uova, che si vende in ogni bottega della strada principale e che i thailandesi comprano a scatole per portarlo a casa. È il souvenir locale per eccellenza, e costa una frazione di qualunque altra cosa.

Come organizzarsi

Il treno e i minivan da Bangkok impiegano attorno alle due ore, e la città funziona benissimo anche come sosta lungo il tragitto verso Hua Hin. Una giornata basta per vedere l'essenziale, mettendo la collina al mattino presto perché la salita a mezzogiorno è punitiva, la grotta nella tarda mattinata quando entra il raggio di luce, e i templi nel pomeriggio quando il sole cala.