Provincia più nordoccidentale della Thailandia, incastrata fra le montagne e il confine birmano, Mae Hong Son ha una strada che è già metà del viaggio, perché il loop da Chiang Mai conta 1.864 curve, numero stampato sui cartelli e sulle magliette, e attraversa foreste, risaie terrazzate e villaggi shan dove il thailandese è la seconda lingua. L'ente del turismo la chiama la città delle tre nebbie, perché le montagne che la circondano la tengono avvolta in tutte e tre le stagioni. È il nord che Pai era prima di diventare di moda.

Il loop

L'anello classico tocca Chiang Mai, Pai, Mae Hong Son e Mae Sariang prima di rientrare, per circa seicento chilometri. In moto o in auto si percorre in quattro o cinque giorni senza correre, mentre farlo in due significa vedere soltanto asfalto. Conviene prenderlo in senso antiorario, con Pai per primo, così le curve peggiori arrivano quando si è ancora riposati (guidare in Thailandia).

Cosa vedere a Mae Hong Son

Il lago e i dintorni

Il cuore della città è il lago Jong Kham, con i due templi birmani bianchi e oro, Wat Chong Kham e Wat Chong Klang, che al tramonto si specchiano nell'acqua mentre il mercato serale apre tutto attorno; è la cartolina di Mae Hong Son. Verso il confine, sulla strada di Ban Rak Thai, si passa da Pang Ung, il bacino circondato da pini che i thailandesi chiamano la Svizzera di Thailandia e che fa parte di un progetto reale nato per sostituire le coltivazioni di oppio. Verso Pai, infine, la grotta di Tham Lot si attraversa in zattera di bambù con la lanterna a gas, e nel tardo pomeriggio migliaia di rondini rientrano nella fessura della roccia.

I villaggi delle donne kayan

Nella zona si visitano insediamenti di rifugiate kayan, le donne con gli anelli al collo. Molti sono villaggi vetrina a pagamento, in cui le condizioni delle famiglie sono discutibili e il biglietto non arriva a loro. Chi decide di andarci si informi bene sull'operatore, oppure rinunci, perché è una di quelle attrazioni in cui la curiosità del viaggiatore e la dignità delle persone non vanno d'accordo.

Il confine

Il conflitto birmano arriva fino a questa provincia. Negli ultimi anni le offensive negli stati Kayah e Karen hanno spinto migliaia di profughi verso i distretti di Mae Sariang e Khun Yuam, e nell'aprile del 2026 un ordigno caduto dall'altra parte ha costretto a evacuare un villaggio di confine. Diversi governi raccomandano prudenza particolare lungo la fascia di frontiera fra Mae Hong Son e Tak, e i valichi possono chiudere senza preavviso. Le mete turistiche della provincia restano normalmente accessibili, ma la situazione va verificata prima di partire e non ci si programma sopra un passaggio in Birmania.

Come arrivarci

Qui c'è la notizia che manca su quasi tutte le guide, e cioè che l'aeroporto di Mae Hong Son non ha più voli di linea. L'ultimo volo con passeggeri è partito il 30 giugno 2025, il servizio che collegava Bangkok passando da Lampang è stato sospeso poco dopo, e il collegamento sostitutivo previsto per il 2026 è stato accantonato prima ancora di cominciare. Alla fine dell'agosto 2026 non volava niente né da Chiang Mai a Mae Hong Son né da Chiang Mai a Pai. La via che resta è arrivare in aereo a Chiang Mai e proseguire su strada, con sei o sette ore di guida sulla 1095, oppure con i pullman e i minivan che coprono la stessa tratta. Il che vuol dire anche che, se la strada rallenta o si chiude, non c'è un volo su cui ripiegare.