Piantata esattamente in mezzo alla baia di Phang Nga, a metà strada fra Phuket e Krabi, Koh Yao Noi ha attraversato gli ultimi trent'anni di turismo thailandese quasi senza accorgersene. Ci vivono poche migliaia di persone distribuite in una manciata di villaggi, in grandissima maggioranza musulmane, e l'economia poggia ancora sulla pesca, sul caucciù e sul riso prima che sugli alloggi. L'interno è fatto di risaie e piantagioni, le spiagge sono poche e con la bassa marea si ritirano per centinaia di metri, e chi arriva cercando il mare da cartolina resta deluso, mentre chi cerca un posto in cui non succede niente ha trovato quello giusto.

Che cosa si fa

La cosa che vale davvero il viaggio è il giro dell'isola, che si fa in bicicletta o in scooter lungo l'unica strada ad anello, fra risaie, moschee e villaggi affacciati sull'acqua. Subito dopo viene il kayak nella baia, perché da qui si raggiungono in canoa gli isolotti calcarei e gli hong, le lagune chiuse dentro la roccia in cui si entra passando sotto archi allagati con la marea giusta, e partire già da dentro la baia è un vantaggio enorme rispetto a chi arriva da Phuket. Le spiagge dell'isola, Pasai e Klong Jark sul versante orientale, guardano le falesie di Krabi all'orizzonte e si nuotano bene soltanto con l'alta marea, quindi conviene farsi dire gli orari all'alloggio.

L'isola gemella

Koh Yao Yai, la sorella maggiore appena a sud, è più grande e ancora meno attrezzata, e si raggiunge in una decina di minuti di barca. Vale una gita in giornata, sia per il contrasto sia perché sulla sua punta nordorientale si trova Laem Haad, la lingua di sabbia che emerge con la bassa marea ed è il posto più fotografato di tutte e due le isole.

Come arrivarci

Le barche partono dal molo di Bang Rong, sulla costa orientale di Phuket, e arrivano al molo di Manoh in una mezz'ora con lo scafo veloce o in circa un'ora con la barca a coda lunga, per qualche centinaio di baht. Da Krabi si parte dai moli di Tha Len e da quelli della zona di Ao Nang, con tempi analoghi. Le corse sono frequenti fino al tardo pomeriggio e poi finiscono, quindi non conviene programmare arrivi serali. Sull'isola non ci sono taxi in senso proprio, e ci si muove con uno scooter a noleggio oppure facendosi venire a prendere dall'alloggio.

Come comportarsi

Trattandosi di una comunità musulmana osservante, in paese e nei villaggi il costume da bagno resta in spiaggia e le spalle si tengono coperte, l'alcol si trova soltanto in pochi locali e non se ne fa mostra in giro, e durante il Ramadan molti esercizi restano chiusi durante il giorno. Non è una regola scritta da nessuna parte, è semplice educazione, ma qui la differenza si nota, anche perché il turismo di questa isola è nato da un'iniziativa della comunità stessa ed è ancora in buona parte gestito dagli abitanti.

Cosa vedere a Koh Yao Noi