Lunga sei chilometri e larga poco più di uno, distesa al largo della provincia di Rayong, Koh Samet è l'isola che da Bangkok si raggiunge in giornata, con una decina di baie allineate sul lato orientale e un traghetto che parte dal molo di Ban Phe in continuazione. Questo la rende comodissima e, il sabato e la domenica, molto piena, tanto che la differenza fra un mercoledì qualunque e un fine settimana lungo si misura nel doppio del prezzo delle camere e in tre volte la gente sulla sabbia. Chi può scegliere il giorno risolve così metà dei problemi dell'isola.
L'isola che non prende la pioggia
C'è un dettaglio che sorprende chi arriva, ed è la ragione per cui Koh Samet compare negli itinerari nei mesi in cui il resto del paese si bagna. L'isola sta in una ombra di pioggia prodotta dai rilievi di Chanthaburi e dalla penisola di Rayong, che deviano buona parte delle perturbazioni, e riceve nel corso dell'anno circa la metà della pioggia che cade sulla maggior parte della Thailandia. Anche nella stagione umida i rovesci qui tendono a essere brevi e intervallati da sole, il che ne fa uno dei pochi posti di mare del paese in cui un viaggio a luglio o ad agosto ha davvero senso.
Il biglietto del parco
Tutta l'isola fa parte del parco nazionale di Khao Laem Ya - Mu Ko Samet, e la tariffa d'ingresso si paga una volta sola, all'arrivo al molo di Na Dan oppure al posto di controllo all'inizio della spiaggia principale. Per gli stranieri sono 200 baht per gli adulti e 100 per i bambini, mentre i thailandesi hanno una tariffa ridotta, e lo scontrino va conservato perché viene richiesto se si esce e si rientra dall'area controllata. Il presidio è fisso e non è aggirabile, quindi conviene metterlo in conto fin dalla partenza.
Le spiagge
La prima che si incontra scendendo dal molo è Hat Sai Kaew, la più grande e la più rumorosa, con la sabbia bianchissima che scricchiola sotto i piedi, le moto d'acqua e i ristoranti in fila. Subito a sud si aprono Ao Phai e Ao Tub Tim, più piccole e già molto più tranquille, e poi Ao Wong Duean, una mezzaluna quasi perfetta che è la baia più votata al soggiorno in resort e che ha un proprio collegamento diretto con Ban Phe. Ancora più giù Ao Thian, che gli stranieri chiamano Candlelight Beach, alterna rocce e sabbia senza musica e con poche strutture, ed è dove si viene per leggere. L'unica baia sul versante occidentale è Ao Prao, e proprio per questo è l'unica dove il sole tramonta in mare.
Vale la pena sapere che più si scende verso sud e più la strada peggiora, perché l'asfalto finisce presto e il resto è sterrato rosso che dopo un acquazzone diventa fango. È il motivo per cui le baie meridionali restano vuote anche nei fine settimana, e insieme il motivo per cui raggiungerle in motorino non è una buona idea per chi non ha esperienza.
Arrivarci e muoversi
Da Bangkok si raggiunge Ban Phe, nella provincia di Rayong, con gli autobus dal terminal di Ekkamai in circa tre ore e mezza oppure con i minivan. Dal molo il traghetto di linea impiega una quarantina di minuti fino a Na Dan e costa poche decine di baht, mentre un catamarano veloce copre la stessa tratta in un quarto d'ora a una tariffa più alta e gli speedboat privati portano direttamente alla baia scelta con un prezzo da contrattare. Sull'isola ci si muove con i songthaew, che costano poco se il mezzo viaggia pieno e assai di più se li si prende da soli come taxi, e i motorini si noleggiano ovunque, tenendo però presente lo stato delle strade meridionali.
Cosa vedere a Koh Samet
Hat Sai Kaew
La sabbia è così ricca di quarzo da scricchiolare sotto i piedi, ed è la spiaggia dove sbarcano tutti, con i tavoli sulla sabbia e il fuoco dopo cena.
Ao Prao
L'unica baia sul versante occidentale dell'isola è anche l'unica dove il sole tramonta in acqua: duecento metri di sabbia, tre alberghi e nient'altro.