Montagna di confine fra Chiang Rai e la Birmania, Doi Tung fino agli anni Ottanta era una delle zone del Triangolo d'Oro in cui si coltivava il papavero da oppio, e le sue strade servivano alle carovane che portavano a valle la droga, i precursori chimici e le armi. Alla fine di quel decennio la Principessa Madre Srinagarindra, ormai molto anziana, ci si fece costruire una casa e avviò un progetto di sviluppo che nel giro di vent'anni ha sostituito il papavero con caffè arabica, macadamia e artigianato. Oggi il marchio Doi Tung si trova nei bar di mezza Thailandia, e la montagna si visita come un insieme unico che tiene dentro la villa, il giardino, un museo e il chedi in cima.

La villa e la Hall of Inspiration

Il Doi Tung Royal Villa è una casa di legno a due piani che mescola lo chalet svizzero e la casa lanna, con gli intagli dei maestri del nord sui timpani, sulle grondaie e sulle cornici delle finestre, e con i giardini fioriti tutto intorno che nella stagione fresca emergono dalla nebbia. Si visita accompagnati, in giri di una ventina di minuti, si entra scalzi, non si fotografa e lo zaino resta in deposito. Accanto, la Hall of Inspiration racconta in sette sale la storia della famiglia reale e del progetto di sviluppo, e costa meno delle altre visite pur essendo quella che spiega tutto il resto.

Il giardino Mae Fah Luang

Davanti alla villa si stende il giardino Mae Fah Luang, poco più di un ettaro e mezzo di fiori temperati, con salvie, petunie, begonie, rose e oltre settanta specie di piante considerate propizie, disposti su terrazze che seguono il pendio. Al centro c'è la scultura Continuity di Misiem Yipintsoi, un gruppo di bambini che si arrampicano l'uno sull'altro, che la Principessa Madre volle come immagine del lavoro che si tramanda. Il nome del giardino, madre venuta dal cielo, è quello che le davano i montanari, che la vedevano arrivare in elicottero. Gennaio e febbraio sono i mesi in cui la fioritura è al massimo.

Il chedi e il punto più alto

Sopra la villa, al chilometro 17,5 della strada 1149, il Phra That Doi Tung custodisce una reliquia della clavicola sinistra del Buddha portata dall'India, ed è il primo stupa mai eretto nel Lanna, il punto da cui il buddhismo theravada entrò in queste montagne. Il nome della montagna viene dal tung, lo stendardo lungo mille wa, un paio di chilometri, che secondo la tradizione fu issato sulla cima per delimitare l'area sacra. Il tempio è gratuito e attira pellegrini anche dal Myanmar e dal Laos. Qualche chilometro oltre, sul Doi Chang Mup, l'arboreto Mae Fah Luang occupa il punto panoramico più alto della zona e coltiva rododendri arrivati da vari continenti in mezzo ai pini piantati per rimboschire il versante.

Come organizzarla

La salita dal bivio di Ban Huai Khrai è di una quindicina di chilometri di curve strette, che in scooter si fanno ma chiedono freni in ordine ed esperienza. Il biglietto cumulativo per villa, giardino, Hall of Inspiration e arboreto costa meno della somma dei quattro presi separatamente, si compra a una qualunque delle biglietterie e si usa nell'ordine che si vuole. Serve mezza giornata abbondante. In quota fa fresco tutto l'anno e nella stagione delle piogge la nebbia sale presto, tanto che la mattina è spesso l'unico momento in cui si vede qualcosa. Al centro visitatori si beve il caffè del progetto e si comprano i chicchi alla fonte.

Informazioni utili

Orari
Villa 7:00 - 17:30, giardino 6:30 - 18:00, Hall of Inspiration 8:00 - 17:00; la biglietteria apre alle 6:30 e chiude alle 18:00
Giorni di chiusura
Aperto tutti i giorni
Ingresso
Villa 90 baht, giardino 90, Hall of Inspiration 50, arboreto 90; cumulativo per i quattro 220 baht, ridotto a 110 per studenti, over 60, monaci e persone con disabilità
Come arrivare
Una sessantina di chilometri a nord di Chiang Rai; autobus per Mae Sai fino al bivio di Ban Huai Khrai, poi songthaew in salita, oppure un'ora scarsa in auto
Indirizzo
Doi Tung Development Project, Mae Fa Luang, Chiang Rai 57240