Il Wat Rong Khun non ha niente in comune con i templi in rovina del resto del nord, perché è un cantiere aperto dal 1997 e non è ancora finito. L'artista Chalermchai Kositpipat, nato a Chiang Rai, comprò un tempio di villaggio che stava cadendo a pezzi e cominciò a ricostruirlo con i propri soldi, ripetendo da allora di non volerne da nessuno per non doverne rendere conto a nessuno. Il bianco è la purezza del Buddha e i frammenti di specchio annegati nell'intonaco servono a far brillare l'insieme già da lontano, quando la strada gira e il complesso appare tutto in una volta.

Il ponte

Alla sala principale si arriva per una strada sola. Si passa davanti a una vasca da cui escono centinaia di braccia in cemento, mani tese verso l'alto con le unghie laccate e le ciotole da elemosina, che sono l'inferno e il desiderio che ci trattiene, e si sale sul ponte del ciclo delle rinascite, sorvegliato da due guardiani alti il doppio di una persona. Sul ponte non si torna indietro, perché il percorso è a senso unico e il personale richiama chi prova a rifarlo per la fotografia.

Che cosa c'è dentro

Nell'ubosot succede la cosa che ha reso famoso il posto. La parete di fondo ospita un Buddha convenzionale, mentre le altre sono un affresco contemporaneo in cui compaiono le Torri Gemelle in fiamme, un pozzo di petrolio, Neo di Matrix, Batman, Freddy Krueger, Hello Kitty e una navicella spaziale, il mondo delle passioni da cui si esce guardando avanti. All'interno non si fotografa, e il divieto viene fatto rispettare. Dal gennaio del 2026 il biglietto comprende anche la cava dell'arte, la galleria sotterranea in cui l'artista ha messo in scena la cosmologia buddhista, che prima si pagava a parte.

Il resto del complesso

L'edificio dorato che quasi tutti scambiano per il tempio principale sono i bagni, e la spiegazione è dell'artista stesso, secondo cui l'oro è il corpo con i suoi bisogni e il bianco è la mente. Nel recinto ci sono anche una galleria con le opere di Chalermchai, dove si capisce che il complesso è una firma d'autore prima che un luogo di culto, e un albero da cui pendono a migliaia le targhette d'argento a forma di foglia su cui i visitatori scrivono il proprio nome. Il terremoto del 2014 lesionò le guglie e per mesi il tempio restò chiuso, e da allora il cantiere di restauro fa parte del panorama quanto le sculture.

Informazioni utili

Orari
Tutti i giorni dalle 8:00 del mattino, con la biglietteria che chiude nel tardo pomeriggio
Giorni di chiusura
Aperto tutti i giorni
Ingresso
Duecento baht per gli stranieri dal primo gennaio 2026, con la cava dell'arte compresa; gratuito per i thailandesi, per chi ha più di settant'anni e per i bambini sotto i 120 centimetri
Come arrivare
Tredici chilometri a sud di Chiang Rai lungo la statale 1; autobus locali e songthaew dal terminal in centro, poco più di mezz'ora
Indirizzo
Wat Rong Khun, Pa O Don Chai, Mueang Chiang Rai, Chiang Rai 57000