È l'unico centro per elefanti gestito dallo stato in Thailandia, nato nel 1993 dall'ente forestale nazionale al posto del precedente centro di addestramento dei cuccioli, dentro una foresta demaniale fra Lampang e Chiang Mai. Ci vivono decine di animali, ci stanno le stalle degli elefanti reali, quelli bianchi che appartengono formalmente alla corona, e ci lavora la scuola che forma i mahout, i conducenti. È un posto diverso dai santuari privati di Chiang Mai, più vecchio, più istituzionale e meno costruito attorno al visitatore.
L'ospedale accanto
A fianco del centro, ma è bene sapere che si tratta di un ente diverso e indipendente, sta l'ospedale per elefanti della fondazione Friends of the Asian Elephant, il primo al mondo del genere, aperto nel 1993 da Soraida Salwala. Cura gratuitamente animali arrivati da tutto il paese, molti feriti dalle mine antiuomo lungo il confine birmano o investiti sulle strade, ne ha assistiti a migliaia e ha messo a punto il programma di protesi per le zampe che lo ha reso noto fuori dalla Thailandia. Confonderlo con il centro statale è l'errore che fanno quasi tutte le guide, e le donazioni vanno all'uno o all'altro a seconda di dove si lasciano.
Che cosa si vede
La mattina, verso le dieci meno un quarto, gli elefanti scendono al bacino per il bagno, ed è il momento più naturale della giornata. Seguono tre dimostrazioni, a metà mattina e nel primo pomeriggio, in cui i mahout mostrano il lavoro con i tronchi che questi animali hanno fatto per un secolo nelle concessioni di teak, fino al divieto di taglio del 1989 che li lasciò tutti senza impiego. Ci sono poi una sala sulla storia dell'elefante nella cultura thai e il laboratorio dove dallo sterco si ricava la carta, con i quaderni in vendita, e per chi vuole restare più a lungo dei programmi da mahout di uno o più giorni, che si prenotano in anticipo e costano parecchio.
Una nota onesta
Il centro fa ancora salire i visitatori in groppa e mette in scena i numeri con i tronchi, due cose che i santuari di nuova generazione hanno abbandonato e che le organizzazioni per il benessere animale considerano da evitare. Chi ritiene che un elefante non debba portare persone né esibirsi scelga un rifugio senza contatto, ed è una scelta legittima che va fatta sapendo com'è fatto il posto. Chi ci va, in cambio trova la parte che i santuari privati non hanno, cioè la ricerca, la formazione dei conducenti e gli animali anziani a fine carriera.
In pratica
Serve mezza giornata. Il centro sta una trentina di chilometri da Lampang sulla statale 11, e qualunque autobus per Chiang Mai lascia al bivio, da dove parte la navetta interna; con l'auto è una sosta comoda proprio a metà del tragitto fra le due città. Gli orari pubblicati dalle fonti thailandesi e da quelle in inglese non coincidono del tutto, quindi conviene arrivare presto e verificare i turni delle dimostrazioni all'ingresso.
Informazioni utili
- Orari
- Tutti i giorni dalla mattina al metà pomeriggio; bagno degli elefanti verso le 9:45 e dimostrazioni alle 10:00, alle 11:00 e alle 13:30
- Giorni di chiusura
- Aperto tutti i giorni
- Ingresso
- Duecento baht per gli adulti stranieri e cento per i bambini, la metà per i thailandesi; le camminate in groppa e i programmi da mahout si pagano a parte
- Come arrivare
- Una trentina di chilometri da Lampang sulla statale 11 verso Chiang Mai, a Hang Chat; qualunque autobus fra le due città ferma al bivio, poi c'è la navetta interna
- Indirizzo
- Centro di conservazione degli elefanti thailandesi, Hang Chat, Lampang 52190
- Mappa
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