I thailandesi lo chiamano Kong Lan, e il nome dice già tutto, perché nella lingua locale indica un passaggio così stretto che ci passano soltanto le formiche. Non è un canyon vero ma un pianoro di arenaria e terra rossa che la pioggia ha scavato per decenni, facendo franare i fianchi e lasciando in piedi una rete di creste sottili con le pareti quasi verticali. Si arriva dal parcheggio con duecento metri a piedi e una scalinata, si sbuca su una piattaforma con la vista sulla valle di Pai, e da lì comincia la parte per cui la gente ci viene, che è camminare sul filo.

Come è fatto

Le creste sono larghe da un paio di metri fino a poco più di un piede, e ai lati la terra scende di colpo per decine di metri. Non ci sono parapetti né corde né nessuno che controlli, e l'ente del turismo stesso avverte che il terreno asciutto e sciolto fa scivolare con facilità e che servono scarpe adatte. Il primo tratto, fino al secondo o terzo bivio, è largo e lo percorrono tutti; oltre, il sentiero si assottiglia e in un paio di punti bisogna scendere a quattro zampe per superare un gradino. Chi soffre di vertigini si fermi alla piattaforma, che è già un ottimo posto. Il giro completo del pianoro chiede un'ora e mezza, quello breve venti minuti, e non c'è ombra né acqua oltre il chiosco del parcheggio.

L'alba e il tramonto

Al mattino presto il mare di nebbia riempie la valle e si guarda dall'alto con nessuno intorno, ed è il momento che l'ente del turismo indica per primo. Il tramonto è invece il motivo per cui alle cinque e mezza il parcheggio è pieno di motorini, perché il sole cala dietro le colline di fronte e la terra rossa si accende per una mezz'ora buona. Il rovescio è la folla sulle stesse creste strette, con qualcuno che si mette in posa dove non dovrebbe, e soprattutto la discesa al buio, perché la scalinata non è illuminata e la 1095 verso il paese è tutta curve. Chi resta fino alla fine tenga carica la torcia del telefono.

Quando andarci

Nella stagione secca, da novembre a febbraio, la terra è compatta e l'aria pulita. Dopo la pioggia il terreno diventa scivoloso e alcune creste sono semplicemente da non fare. Da febbraio in poi la foschia delle bruciature agricole toglie la vista sulla valle e riduce il tramonto a una macchia arancione senza contorni, che è la ragione per cui il canyon delude chi arriva a Pai in primavera.

Informazioni utili

Orari
Sempre accessibile, ma il sentiero e la scalinata non sono illuminati
Giorni di chiusura
Aperto tutti i giorni
Ingresso
Ingresso libero, parcheggio compreso
Come arrivare
Sette chilometri a sud di Pai sulla 1095 verso Mae Malai, con il cartello sulla destra e duecento metri a piedi dal parcheggio
Indirizzo
Kong Lan, Ban Rong Yeng, Mae Hi, Pai, Mae Hong Son 58130