Per i thailandesi del nord questo è il tempio che conta subito dopo il Doi Suthep, e per molti anche prima, perché custodisce una reliquia del Buddha ed è il cuore religioso di quello che era il regno mon di Hariphunchai. Il recinto sta in mezzo a Lamphun, a un centinaio di metri dal municipio e circondato da strade su tutti e quattro i lati, e non è un sito archeologico ma un tempio pieno di fedeli a qualunque ora. L'ente del turismo lo data al 1108, sotto il re Athitayarat, che donò il proprio palazzo perché diventasse un santuario.
Il portale e il viharn
Prima di entrare si passa sotto un arco di mattoni a più registri decorato con stucchi di fattura antica, davanti al quale stanno due leoni guardiani su una piattaforma alta un metro. Oltre l'arco si apre il Wihan Luang, la sala grande con il ballatoio tutto intorno, ricostruita nel 1915 al posto della precedente, che conserva tre Buddha in muratura dorati a lacca e una serie di immagini in metallo di epoca Chiang Saen.
Il chedi
Dietro il viharn si alza il Phra Borommathat Hariphunchai, il chedi dorato che custodisce reliquie di capelli del Buddha dentro un'urna d'oro. Ha una base a loto tempestata di piccole tessere di vetro, sopra la quale un basamento circolare a tre gradoni regge il corpo a campana, con l'ombrello d'oro in cima, i parasoli agli angoli e una cancellata di ferro e ottone attorno. La forma attuale non è quella originaria, perché nel 1443 re Tilokarat di Chiang Mai lo rifece nel gusto singalese, ed è per questo che assomiglia molto al chedi del Doi Suthep. È inoltre il reliquiario dell'anno del gallo, meta di pellegrinaggio per chi è nato sotto quel segno, e nella luna piena del sesto mese lunare, in genere in maggio, si celebra ogni anno la cerimonia in cui le reliquie vengono lavate.
Il resto del recinto
Alla destra del chedi maggiore sta il Phra Suwan Chedi, detto anche Pathumwadi, che la regina Pathumwadi, moglie di Athitayarat, fece costruire quattro anni dopo il primo, un prang quadrato di gusto lavo con un Buddha di stile khmer nella facciata e la punta rivestita di ottone. Poco oltre, il padiglione a due piani del gong e della campana tiene il gong al livello inferiore e in alto una campana di bronzo fusa in epoca lanna, e si può far suonare con un colpo solo del batacchio imbottito. Restano poi la biblioteca su palafitta, dove i manoscritti si tenevano al riparo dalle termiti e dall'acqua, e un chedi minore a gradoni che è la versione ridotta di quello del Wat Chamathewi, così che le due forme si confrontano nello stesso pomeriggio.
Il museo nazionale e le regole
Dall'altra parte della strada, il museo nazionale di Hariphunchai occupa un edificio del 1927 poi rifatto dal Fine Arts Department, e divide le sue collezioni in tre sale, quella cronologica dalla preistoria al Lanna, quella di arte popolare e intaglio del legno, e quella delle iscrizioni su pietra di epoca Hariphunchai e lanna. Basta mezz'ora e serve a dare un contesto a quello che si è appena visto. Nel tempio valgono le regole dei luoghi di culto, con spalle e ginocchia coperte e le scarpe tolte nelle sale, e l'ente del turismo avverte che alle donne non è consentito avvicinarsi alle reliquie con i pantaloni o con la gonna corta, quindi conviene portarsi un sarong o farselo prestare all'ingresso.
Informazioni utili
- Orari
- Tutti i giorni 6:00 - 18:00; il museo nazionale accanto apre dal mercoledì alla domenica, 8:30 - 16:30
- Giorni di chiusura
- Il tempio è aperto tutti i giorni; il museo chiude il lunedì, il martedì e nei giorni festivi
- Ingresso
- Venti baht per gli stranieri; il museo nazionale una trentina di baht secondo l'ente del turismo, dieci per i thailandesi
- Come arrivare
- Nel centro di Lamphun, a un centinaio di metri dal municipio; da Chiang Mai songthaew blu dal mercato di Warorot in tre quarti d'ora
- Indirizzo
- Wat Phra That Hariphunchai, Nai Mueang, Mueang Lamphun, Lamphun 51000
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