Prato di quarantadue rai a pochi chilometri da Nong Khai, Sala Kaew Ku è riempito da oltre duecento sculture di cemento alte fino a venticinque metri. Non è un tempio e non è arte contemporanea, ma la visione personale di un uomo, costruita da chi gli credeva; i locali lo chiamano Wat Khaek, il tempio degli stranieri, per via del padiglione dall'aria vagamente islamica che sta all'ingresso.

Chi l'ha fatto

Bunleua Sulilat era un mistico laotiano nato nel 1926 che, secondo il racconto che ripeteva, da ragazzo cadde in una grotta e vi incontrò un eremita, il quale gli insegnò una dottrina propria fatta di induismo, buddhismo e cosmologia locale. Cominciò a costruire un primo parco di statue vicino a Vientiane, sull'altra riva del Mekong; dopo la rivoluzione del 1975 lasciò il Laos e nel 1978 ricominciò da capo qui, con i suoi seguaci. Nessuno di loro era scultore, le figure sono state modellate a mano libera sopra armature di ferro, e si vede.

Cosa si vede

Il pezzo centrale è un Buddha seduto protetto dal cappuccio di un serpente a sette teste, alto come una palazzina di sette piani, che raffigura la tempesta durante la meditazione e si vede da tutto il parco. C'è poi la ruota della vita, un cerchio di statue in cui si entra passando dentro una bocca spalancata, con le figure disposte lungo il percorso a raccontare le tappe dell'esistenza dalla nascita alla vecchiaia, ed è la parte più esplicitamente didattica e la più inquietante. Attorno stanno divinità indù, elefanti, cani a più teste, scene della vita del Buddha, episodi cristiani e figure che non corrispondono a nessun pantheon riconoscibile, tutte grigie di cemento e macchiate dalle piogge. Alla base di ognuna una didascalia in thai dell'Isan e in thai centrale spiega di che si tratta, il che rende il parco molto più leggibile di quanto sembri.

Nel padiglione all'ingresso c'è la parte più insolita. Bunleua morì nel 1996 e il suo corpo è conservato all'ultimo piano sotto vetro, insieme a fotografie e oggetti personali; i fedeli lo trattano come una reliquia, e il fatto che non si sia decomposto è per loro la conferma che aveva ragione.

Come si sta

Il parco si gira in un'ora su prato e sentieri di terra, quasi senza ombra. Il momento buono è il tardo pomeriggio, quando la luce radente stacca le figure e le ombre le rendono ancora più teatrali. Non c'è un percorso obbligato e si cammina fra le statue come in un giardino.

Informazioni utili

Orari
6:00 - 18:00, tutti i giorni
Ingresso
40 baht per gli stranieri, 20 per i thailandesi e 10 per i bambini
Come arrivare
Pochi chilometri a est del centro di Nong Khai, nel tambon Hat Kham, sulla strada per Phon Phisai; si arriva in tuk-tuk o in songthaew
Indirizzo
Sala Kaew Ku, Hat Kham, Mueang Nong Khai, Nong Khai 43000, tel. 081 369 5744