Piantato a duecento metri dalla stazione di Lopburi, in mezzo al traffico e alle vetrine dei negozi, il Prang Sam Yot è un santuario khmer del Duecento in stile Bayon, e il suo nome significa semplicemente «le tre torri». Sono infatti tre costruzioni di laterite allineate e collegate da corridoi coperti, con i resti delle decorazioni in stucco ancora visibili sulle facciate, e furono concepite come santuario buddhista mahayana, con una torre per il Buddha, una per Avalokiteshvara e una per Prajnaparamita. Quando Lopburi passò sotto il controllo di Ayutthaya il tempio venne riconvertito al buddhismo theravada, e ne restano le immagini sedute che qualcuno vi collocò più tardi.

Le scimmie

Sopra, dentro e attorno al monumento vive una colonia di macachi dalla coda lunga, e non si tratta di un'attrazione organizzata ma di animali selvatici che si sono presi la città. Negli anni successivi al 2020, con le strade svuotate dal crollo del turismo, la popolazione è cresciuta fino a diventare un problema serio per i residenti, e dal 2024 le autorità hanno avviato campagne di cattura, sterilizzazione e trasferimento in un centro attrezzato alle porte della città. L'operazione non è conclusa, e più di una volta, nel settembre del 2025 e ancora nel 2026, decine di animali sono evasi dai recinti e sono tornati per qualche giorno nelle strade del centro, prima di essere ripresi. Chi arriva oggi trova quindi una situazione più gestita di quella di qualche anno fa, ma non pacificata.

Le regole, che non sono facoltative

Non si tiene niente in mano e niente addosso che possa essere strappato, perché buste di plastica, bottiglie, cappelli, occhiali da sole e macchine fotografiche appese al collo finiscono regolarmente fra le zampe di un macaco, e lo zaino va tenuto chiuso e portato davanti. Non si dà da mangiare in nessun caso, dato che chi lo fa si ritrova venti animali addosso nel giro di pochi secondi. All'ingresso i venditori offrono per pochi baht un bastone o una fionda, che serve a tenere le scimmie a distanza e non a colpirle, e che funziona proprio perché loro sanno benissimo che cosa sia. Vale infine la pena sapere che i macachi mordono e graffiano, che qualunque ferita va lavata subito e mostrata a un medico, e che in Thailandia il rischio di rabbia esiste, per cui la profilassi si fa sul posto e non si rimanda al rientro.

Il resto della città vecchia

Di fronte al prang, oltre i binari, si trova il santuario di San Phra Kan, che ospita altri macachi e una statua di Kala, mentre poco più in là si aprono le rovine del Wat Phra Si Rattana Mahathat, con il prang principale e il recinto di mattoni, e a dieci minuti di cammino c'è il palazzo di re Narai. Tutto sta nel raggio di un chilometro e si percorre a piedi in mezza giornata, il che rende superfluo qualunque mezzo di trasporto.

Il banchetto delle scimmie

L'ultima domenica di novembre la città allestisce davanti al prang lunghe tavolate cariche di frutta, verdura e dolci per i macachi, in una manifestazione nata negli anni Ottanta come iniziativa turistica e diventata l'appuntamento che riempie Lopburi per un giorno. Lo spettacolo è genuinamente surreale, con centinaia di animali che si arrampicano sui tavoli fra i fotografi, ma vale la pena sapere che è anche la giornata in cui le scimmie sono più eccitate e meno prevedibili.

Informazioni utili

Orari
Tutti i giorni 8:30 - 18:00
Ingresso
50 baht per gli stranieri e 10 per i thailandesi
Come arrivare
Nel centro di Lopburi, duecento metri dalla stazione ferroviaria; da Bangkok il treno parte da Krung Thep Aphiwat e impiega attorno alle due ore e mezza
Indirizzo
Tha Hin, Mueang Lopburi, Lopburi 15000