Nel Seicento Lopburi fu la seconda capitale del regno di Ayutthaya, perché re Narai vi trascorreva buona parte dell'anno, lontano dalle intromissioni della corte e dalle piene che ogni stagione allagavano la vecchia capitale. A partire dal 1666 si fece costruire qui un palazzo grande quanto un quartiere, con l'aiuto di ingegneri francesi e italiani, e il muro di cinta con le nicchie destinate alle lampade a olio è ancora tutto in piedi, tanto che lo si riconosce da mezza città. È il monumento che spiega perché una cittadina di provincia della piana centrale sia stata per qualche decennio uno dei punti in cui l'Asia e l'Europa si guardavano da vicino.
Dentro le mura
Il recinto si articola in tre cortili successivi. In quello esterno si allineano i magazzini, la sala destinata agli inviati stranieri e le vasche del sistema idraulico, perché Narai fece portare l'acqua da un lago distante diversi chilometri attraverso tubature di terracotta, e la pressione così ottenuta alimentava fontane, una cosa che nel Siam non si era mai vista prima. Al centro sorgeva la sala del trono Dusit Sawan Thanya Maha Prasat, oggi ridotta ai muri perimetrali, un edificio che mescolava una facciata di gusto francese a una parte posteriore thailandese e che i visitatori europei descrissero pieno di cristalli e di specchi importati dalla Francia. Fu lì che il sovrano concesse udienza agli inviati di Luigi XIV, anche se la consegna solenne della lettera del re di Francia, quella che le cronache raccontarono nei minimi dettagli compreso il problema di come porgerla a un sovrano seduto a cinque metri d'altezza, avvenne ad Ayutthaya nell'ottobre del 1685.
Narai morì proprio qui nel 1688, mentre alla corte si consumava il colpo di stato che spazzò via la fazione favorevole ai francesi e portò all'esecuzione del suo consigliere greco Constantine Phaulkon. Con la sua morte Lopburi perse ogni funzione, e il palazzo restò abbandonato per quasi centosettant'anni.
Il museo
A metà Ottocento Rama IV, che aveva una passione personale per Lopburi, fece restaurare il complesso e costruire nel cortile interno il Phiman Mongkut, un edificio a tre piani in stile misto thailandese ed europeo. Oggi ospita il Museo nazionale Somdet Phra Narai, con sculture khmer e di scuola lopburiana, bronzi, ceramiche, oggetti di corte e una sezione dedicata ai rapporti con la Francia, e vale abbondantemente l'ora che chiede. Il museo apre dal mercoledì alla domenica e resta chiuso il lunedì, il martedì e nei giorni festivi, il che è la prima cosa da verificare prima di organizzare la giornata.
La casa di Phaulkon
Cinquecento metri più a nord si trovano i resti di Ban Wichayen, la residenza costruita per ospitare gli ambasciatori francesi e poi abitata da Phaulkon, dove restano i muri di mattoni, gli archi a tutto sesto e le fondamenta di una cappella cattolica. Il biglietto si paga a parte e la visita chiede una mezz'ora, ma è l'edificio che rende evidente quanto fosse insolita, per l'Asia del Seicento, l'intera vicenda di questa città. Anche qui la chiusura del lunedì e del martedì è la regola.
Informazioni utili
- Orari
- Dal mercoledì alla domenica, 8:30 - 16:00
- Giorni di chiusura
- Chiuso il lunedì, il martedì e nei giorni festivi; la casa di Phaulkon segue gli stessi giorni con orario più ampio
- Ingresso
- Per gli stranieri le fonti indicano fra i 150 e i 200 baht, con 30 baht per i thailandesi; la casa di Phaulkon costa 50 baht a parte
- Come arrivare
- Nel centro di Lopburi, settecento metri dalla stazione ferroviaria e dieci minuti a piedi dal Prang Sam Yot
- Indirizzo
- Tha Hin, Mueang Lopburi, Lopburi 15000
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