Città di provincia sulla strada fra Chiang Mai e Chiang Rai, Phayao viene superata quasi da tutti senza una sosta. Ha una cosa sola, ma grossa, il Kwan Phayao, e la parola kwan è un termine del dialetto lanna che si usa soltanto qui e vuol dire grande specchio d'acqua. Si allarga per quasi ventimila rai in una forma di mezzaluna appoggiata alla catena del Doi Mae Chai, raccoglie l'acqua di diciotto torrenti ed è, secondo l'ente del turismo, la più importante riserva di pesca d'acqua dolce di tutto il nord alto. Non ci sono monumenti da fila, c'è un lungolago di qualche chilometro dove alle sei di sera si siede l'intera città e un tempio in mezzo all'acqua.

Cosa vedere a Phayao

Il lago, in pratica

Il Kwan è pescoso, e la città vive di questo, tanto che sul lungolago e sulle palafitte si mangia pesce d'acqua dolce alla griglia, dalla tilapia al pesce testa di serpente, con il riso e la salsa piccante. Al tramonto il posto giusto è la statua del re Ngam Muang, dove la gente porta il pane per i pesci e rientrano le barche. Si affittano biciclette e pedalò, e il giro completo del lago in scooter chiede un'ora e mezza fra risaie e villaggi.

Arrivarci

Phayao non ha aeroporto, e il più vicino è quello di Chiang Rai, a un'ora e mezza. Gli autobus della linea fra Chiang Mai e Chiang Rai fermano quasi tutti qui, con circa tre ore dalla prima e un'ora e mezza dalla seconda, mentre da Bangkok il notturno chiede una decina di ore. La stazione è vicina al centro e al lago si va a piedi, mentre per il resto conviene uno scooter, perché i mezzi pubblici urbani in pratica non esistono.