Adagiata al largo di Sriracha, nella provincia di Chonburi, Koh Si Chang occupa una quindicina di chilometri quadrati e non somiglia a nessun'altra isola della costa orientale. Nel canale che la separa dalla terraferma stanno all'ancora decine di navi da carico, perché qui le merci vengono trasbordate dalle navi oceaniche alle chiatte che poi risalgono il Chao Phraya fino a Bangkok, ed è quello, non il turismo, il mestiere vero dell'isola. Le spiagge sono poche e mediocri e nessuno viene per il mare. Ci si viene per un palazzo reale abbandonato, per un santuario cinese aggrappato alla scogliera e per un panorama industriale che in Thailandia non ha equivalenti.
Cosa vedere a Koh Si Chang
Il palazzo di Phra Chudadhut
La residenza estiva che Rama V lasciò dopo l'occupazione francese del 1893: restano le terrazze, le scalinate e un tempio bianco a pianta circolare.
Il tempio cinese di Koh Si Chang
Scalinate rosse aggrappate alla scogliera, draghi, lanterne e una grotta di preghiera compongono il santuario cinese più venerato della costa est.
Il resto dell'isola
Sul versante settentrionale il santuario di San Chao Pho Khao Yai si arrampica sulla scogliera con le sue scalinate rosse, i draghi e una grotta di preghiera, ed è meta di pellegrinaggio per i thailandesi di origine cinese, soprattutto attorno al capodanno lunare. Dall'alto si abbraccia tutto il canale con le navi alla fonda. Sul lato occidentale Hat Tham Phang è l'unica spiaggia decente dell'isola, corta ma con i chioschi, le sdraio e il tramonto, mentre il Wat Tham Yai Prik è un monastero di meditazione ancora in attività che accoglie i visitatori fra i sentieri e le celle scavate nella roccia. In riva al mare, sotto il palazzo, resta infine il vecchio molo di pietra da cui la corte sbarcava.
Arrivarci e muoversi
Da Bangkok si raggiunge Sriracha in un'ora e mezza o due, con gli autobus o i minivan, e da lì si prosegue fino al molo di Koh Loy. Il traghetto parte all'incirca ogni ora, con le corse da Sriracha che vanno dal mattino presto fino alle sei di sera e quelle di ritorno dall'isola che cominciano ancora prima e finiscono alla stessa ora, e impiega fra la mezz'ora e i quaranta minuti a una tariffa di poche decine di baht. Chi conta di rientrare in giornata farebbe bene a verificare l'ultima corsa appena sbarcato, perché è l'unico vincolo serio della gita. Sull'isola ci si muove con i celebri tuk tuk giganti, motocarri allungati con la panca dietro, che si contrattano per il giro completo con le soste, oppure noleggiando un motorino.