Al largo di Ranong, a poche miglia dal confine birmano, Koh Phayam misura una trentina di chilometri quadrati e ospita poche centinaia di abitanti. La cosa che la definisce è ciò che non c'è, perché sull'isola non circolano automobili. Al loro posto ci sono sentieri di cemento larghi un metro e mezzo che collegano il molo alle spiagge, e ci si muove in motorino, in moto-taxi oppure a piedi, il che significa che chi sbarca con una valigia rigida se ne pente entro cinque minuti.
Cosa vedere a Koh Phayam
Ao Yai
Tre chilometri di sabbia sulla costa occidentale, bungalow di legno sotto le casuarine e nessuna strada asfaltata, cioè la Thailandia di vent'anni fa che resiste ancora.
Ao Khao Kwai
Due archi di sabbia separati da uno sperone di roccia sulla costa nordoccidentale, con meno gente di Ao Yai, meno scelta di alloggi e lo stesso tramonto.
L'interno e il surf
Dentro l'isola si attraversano piantagioni di anacardi e di caucciù, che sono l'economia vera del posto insieme alla pesca, e con un po' di fortuna si incontrano i buceri. Sul mare, invece, vale la pena capire come funzionano le onde, perché è una cosa che sulle guide si trova scritta in modi contraddittori. Nella stagione secca il mare è quasi sempre calmo, con onde piccole e pulite che sono l'ideale per chi sta imparando, mentre le onde grosse arrivano con il monsone di sudovest, fra la primavera e l'autunno, e in quel periodo diventano roba da surfisti già capaci, con la risacca che tira sul serio. La finestra migliore per i principianti è quella di passaggio, in autunno inoltrato, quando il vento gira e il mare si fa liscio.
Come arrivarci
Si parte dal molo di Saphan Pla, fuori Ranong. Il traghetto lento impiega circa due ore, parte in genere una volta al giorno la mattina e costa poche centinaia di baht, mentre lo scafo veloce ci mette fra i quaranta e i quarantacinque minuti, costa il doppio abbondante e in alta stagione parte con buona frequenza. Nella stagione delle piogge le corse si diradano parecchio e con il mare mosso possono saltare del tutto, il che sull'unica via di accesso all'isola non è un dettaglio da poco.
Come funziona, in pratica
I bancomat sono pochissimi e capita che siano vuoti o fuori servizio, e quasi nessuna struttura accetta le carte, quindi si arriva con i contanti per l'intero soggiorno. La copertura telefonica prende sulle spiagge principali e sparisce nell'interno. Sull'elettricità la situazione è cambiata negli ultimi anni, perché diverse strutture hanno ormai la corrente ventiquattro ore su ventiquattro mentre le più semplici vanno ancora a pannelli solari o a generatore con orari limitati, quindi chi ha bisogno di lavorare o di ricaricare molto conviene che lo chieda prima di prenotare. Si mangia nei ristoranti delle strutture e in qualche baracca lungo la strada, e l'ultimo locale spegne le luci verso le undici.
Quando andare
La stagione è quella delle Andamane, da novembre ad aprile. Da maggio a ottobre il monsone di sudovest arriva addosso al versante aperto dell'isola, buona parte dei bungalow chiude, i collegamenti si riducono e chi resta lo fa sapendo di trovarsi in un posto quasi vuoto sotto la pioggia, che per qualcuno è esattamente il punto.