Una decina di chilometri a valle di Sop Ruak, sulla riva del Mekong, sta la cosa che rende sensato un viaggio nel Triangolo d'Oro. Chiang Saen fu fondata nel Trecento da un nipote di re Mangrai, lo stesso che aveva costruito Chiang Mai, e per due secoli fu una città importante del regno lanna, prima di passare sotto i birmani e di essere infine rasa al suolo agli inizi dell'Ottocento. Oggi è un paese di poche migliaia di abitanti con le mura e il fossato ancora riconoscibili e le rovine sparse fra case, negozi e officine, e non è un parco recintato ma una città che ci vive dentro.
Che cosa vedere
Dentro le mura, il Wat Chedi Luang conserva il chedi più grande della città, una torre di mattoni su base ottagonale con quello che resta del viharn davanti, e si visita liberamente durante gli orari del tempio. Gli sta accanto il museo nazionale, piccolo e ben fatto, con bronzi lanna, stucchi staccati dai monumenti, tamburi di bronzo e una sezione etnografica sui popoli della zona. Fuori dalle mura, a un chilometro dal centro, il Wat Pa Sak è il più bello di tutti, con il chedi a forma di mondop sormontato da una guglia a campana e le nicchie ancora piene di stucchi. L'ente del turismo lo attribuisce a re Saen Phu e lo data al 1295, e racconta che il sovrano fece piantare intorno al recinto trecento alberi di teak, da cui il nome, e che il monumento custodisce una reliquia del Buddha arrivata da Patna. Sulla collinetta fuori città, infine, il Wat Phra That Chom Kitti guarda il fiume e il Laos dall'altra parte.
Il fiume
Il lungofiume è la seconda ragione per fermarsi, con i ristoranti dove si mangia pesce di Mekong guardando la sponda laotiana e il molo commerciale dove attraccano le chiatte cinesi scese dallo Yunnan con i container, perché qui il fiume è ancora una strada. Dalla banchina partono anche le barche per la confluenza e per l'isola laotiana di Don Sao, e dal Triangolo si scende fin qui in una quarantina di minuti di navigazione. Cinque chilometri più a sud si apre il lago di Chiang Saen, una zona umida dove d'inverno si fermano gli uccelli migratori, che interessa a chi ha il binocolo e a nessun altro.
In pratica
Le rovine dentro le mura si girano a piedi o in bicicletta in mezza giornata, e le biciclette si noleggiano in paese per pochi baht. Dormire qui è la mossa che cambia la visita, perché al tramonto e all'alba, quando i pullman sono ripartiti, il lungofiume torna di chi ci abita e il Mekong si vede senza nessuno davanti. Gli alberghi affacciati sul fiume costano poco e si prenotano anche il giorno stesso, tranne nei fine settimana lunghi thailandesi.
Informazioni utili
- Orari
- Le rovine si visitano negli orari dei templi; il museo nazionale in genere 8:30 - 16:30
- Giorni di chiusura
- Museo nazionale chiuso il lunedì e il martedì
- Ingresso
- Rovine gratuite, museo nazionale sull'ordine del centinaio di baht per gli stranieri e molto meno per i thailandesi
- Come arrivare
- Una sessantina di chilometri a nordest di Chiang Rai, con autobus locali frequenti; da Sop Ruak una decina di minuti di songthaew
- Indirizzo
- Museo nazionale di Chiang Saen, 702 Moo 3, Wiang, Chiang Saen, Chiang Rai 57150
- Sito ufficiale
- finearts.go.th/chiangsaenmuseum
- Mappa
- Apri su Google Maps