Una settantina di chilometri a nord di Chiang Mai la pianura finisce contro un muro, ed è il Doi Luang Chiang Dao, duemilacentosettantacinque metri di calcare che fanno la terza montagna della Thailandia e l'unica fra le prime tre che assomigli davvero a una montagna. Ai suoi piedi c'è un paese disteso lungo una strada, qualche decina di indirizzi dove dormire sparsi nella campagna e un sistema di grotte scavato nel fianco del massiccio. È il posto dove si va quando Pai sembra troppo affollata e si ha voglia di stare fermi due giorni.
Cosa vedere a Chiang Dao
La grotta di Chiang Dao
Cinque sale scavate nel calcare sotto un tempio, una con la luce elettrica e le altre da fare con una donna del villaggio e una lampada a gas in mano.
Il Doi Luang Chiang Dao
Duemilacentosettantacinque metri di calcare e il mare di nebbia all'alba, con una salita che si fa solo d'inverno, su prenotazione e con guida e portatori.
In paese
Il mercato del martedì è il mercato tribale settimanale, e la mattina presto scendono i villaggi delle montagne, con molta più roba da mangiare che souvenir. Le sorgenti termali di Pong Arng mettono qualche vasca di acqua calda in mezzo a un boschetto, costano pochissimo e sono quasi sempre vuote. Il Wat Tham Pha Plong è un monastero di meditazione a cui si sale per una scalinata lunga dentro una gola, con i cartelli delle massime del Buddha lungo i gradini e un chedi bianco appoggiato alla parete in cima.
Arrivarci
Dalla stazione di Chang Puak, a Chiang Mai, gli autobus per Fang e Tha Ton passano da Chiang Dao e impiegano fra un'ora e mezza e due ore, con partenze frequenti. In auto è la statale 107, comoda e veloce. Dal paese alla grotta e alle guest house sparse nella campagna servono i songthaew locali o uno scooter noleggiato sul posto, perché senza un mezzo proprio ci si muove male, visto che gli indirizzi migliori stanno a qualche chilometro dalla strada principale.