A una decina di chilometri da Trat, sulla strada che porta ai moli per le isole, Ban Nam Chiao è il genere di posto davanti al quale passano ogni giorno centinaia di persone senza fermarsi. È un villaggio disteso fra le mangrovie dove convivono da generazioni una comunità musulmana di origine cham, arrivata dal Vietnam secoli fa, e una buddhista thailandese, con la moschea e il tempio a trecento metri di distanza e la scuola, il mercato e i matrimoni in comune. In un paese che non ha molte storie di questo genere da raccontare, il villaggio ne ha fatto la propria identità e una piccola forma di turismo di comunità.
Il cappello ngob
La cosa per cui Ban Nam Chiao è conosciuto in tutta la Thailandia è il ngob, il cappello a cupola larga che portano i raccoglitori nei campi e i pescatori di granchi, e che qui si costruisce con una tecnica specifica del villaggio. Si parte da un'intelaiatura di bambù, sulla quale vengono cucite a mano una sull'altra le foglie di palma nipa raccolte nelle mangrovie, in un lavoro che richiede diverse ore per ogni pezzo. Al centro della comunità si assiste alla lavorazione e si compra il cappello finito, ed è uno dei pochi souvenir thailandesi che vengono ancora fabbricati esattamente dove si vendono, il che rende il prezzo comprensibile e la scelta facile.
Che cosa si fa
Una passerella di legno lunga qualche centinaio di metri corre sopra il fango delle mangrovie, fra i granchi violinisti, i pesci saltafango e le radici aeree, ed è gratuita e sempre aperta. I pescatori del villaggio portano in barca lungo il canale fino alla foce, in un giro di circa un'ora che mostra le nasse dei granchi e gli allevamenti, mentre il centro della comunità occupa una casa di legno con un piccolo museo etnografico, la vendita dei prodotti locali, dai gamberetti secchi alla pasta di gamberi ai cappelli, e la possibilità di prenotare un pasto cucinato dalle famiglie. Alcune di queste ospitano anche per la notte, nell'ambito dei progetti di ospitalità diffusa della provincia, ma vanno contattate con qualche giorno d'anticipo.
Perché fermarsi
La ragione più pratica è che il villaggio sta a metà strada fra la stazione degli autobus e il traghetto, e che una sosta di un'ora e mezza non sposta di un minuto il programma di chi sta andando sulle isole. La ragione migliore è che è uno dei pochi posti della costa orientale in cui si vede una Thailandia che con le spiagge non ha niente a che fare, fatta di lavoro nelle mangrovie, di convivenza fra due comunità religiose e di un artigianato che è ancora un mestiere e non una rievocazione.
Informazioni utili
- Orari
- Il centro della comunità apre nelle ore diurne; la passerella sulle mangrovie è sempre accessibile
- Ingresso
- La visita al villaggio e la passerella sono gratuite; la dimostrazione della lavorazione, il giro in barca e i cappelli si pagano a parte
- Come arrivare
- Una decina di chilometri da Trat, sulla strada che porta ai moli, raggiungibile in songthaew oppure con una sosta andando al traghetto
- Indirizzo
- Nam Chiao, Laem Ngop, Trat 23120
- Mappa
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