Falesia di arenaria che cade a picco sul Mekong all'estremità orientale della Thailandia, con il Laos sull'altra sponda, Pha Taem dà il nome a un parco nazionale di oltre duecentomila rai che comincia un'ora e mezza a est di Ubon Ratchathani. È il motivo migliore per venire fin quaggiù, e non solo per il panorama.

Le pitture

Su una fascia lunga circa trecento metri, a mezz'altezza della parete e riparate dalla sporgenza della roccia, ci sono centinaia di figure dipinte in ocra rossa fra i tremila e i quattromila anni fa, e i soggetti raccontano tutti una comunità di fiume. Ci sono pesci enormi dalla testa larga, che quasi certamente sono il pla buek, il siluro gigante del Mekong che arriva a tre metri ed è ancora la preda leggendaria dei pescatori locali, e accanto ci sono le nasse, disegnate con una precisione tecnica che le rende uguali a quelle che si usano oggi. Poi le mani, impronte in negativo ottenute appoggiando il palmo alla roccia e soffiandoci sopra il pigmento, e infine elefanti, tartarughe, figure umane stilizzate e motivi geometrici.

Dal piazzale in cima si scende con una scala e un sentiero fino al ballatoio naturale davanti alla parete, ed è un giro di mezz'ora con il fiume molto più in basso. Non ci sono vetri né transenne fitte, e le pitture si guardano da un metro di distanza.

Il resto del parco

Vicino all'ingresso stanno i Sao Chaliang, pilastri di roccia a fungo scolpiti dall'erosione su strati di durezza diversa, alcuni alti diversi metri, con il cappello che sporge da tutti i lati. Più in là c'è la cascata Saeng Chan, che chiamano anche cascata del buco perché l'acqua non scavalca il bordo ma cade attraverso un foro circolare scavato in una lastra di roccia, e funziona solo nella stagione delle piogge, mentre da gennaio in poi è asciutta.

Il punto più ambito è però Pha Chana Dai, dentro la foresta di Dong Na Tham, che il servizio meteorologico indica come il primo posto della Thailandia a vedere l'alba. Ci si sale da un posto di controllo separato, in turni a orario fisso, e il tratto chiude per tre mesi, da marzo a maggio, perché la foresta si riprenda; chi ci va a capodanno trova migliaia di persone.

Il fiume a due colori

Sulla strada, a Khong Chiam, il fiume Mun sfocia nel Mekong e per qualche centinaio di metri le due acque non si mescolano, una verde azzurra e l'altra marrone di limo. Lo chiamano Maenam Song Si, il fiume dei due colori, e si vede meglio verso la fine della stagione secca, quando la differenza è massima. Dal molo partono le barche che ci girano attorno.

Informazioni utili

Orari
6:00 - 18:00; a Pha Chana Dai si sale dal posto di controllo di Dong Na Tham in tre turni, il primo fra le 4:30 e le 6:30
Giorni di chiusura
Pha Chana Dai e il percorso di Dong Na Tham chiudono dal 1 marzo al 31 maggio per il recupero della foresta
Ingresso
400 baht per gli adulti stranieri e 200 per i bambini, più la tariffa per il veicolo
Come arrivare
Una novantina di chilometri a est di Ubon Ratchathani, oltre Khong Chiam; in auto un'ora e mezza, e senza mezzo proprio serve un noleggio o un autista per la giornata
Indirizzo
Parco nazionale di Pha Taem, Huai Phai, Khong Chiam, Ubon Ratchathani 34220, tel. 045 252581